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La politica non ride più, addio Bagaglino

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n83395593072 1651819 411800 300x217Il Bagaglino chiude i battenti.

Dopo 46 anni di battute irriverenti e balletti succinti, Pingitore annuncia la chiusura dello storico cabaret.

Il 4 ottobre tutti i protagonisti del Bagaglino si ritroveranno all’Elle, uno dei locali chic di via Veneto a Roma, per la festa di commiato che suggellerà il definitivo calo di sipario sullo storico show.
I motivi della chiusura? Gli spettatori sono diminuiti, il gestore della Sala Umberto non ha rinnovato il contratto e le telecamere non sono più interessate allo spettacolo.

“Dopo 46 anni si può anche chiudere senza rimpianti” dichiara Pingitore, ma la verità è un’altra: la politica di oggi non sa più ridere di se stessa.
Sono lontani i tempi in cui nel Salone Margherita, storico teatro del Bagaglino, andava in scena uno dei varietà di maggior successo del nostro Paese. Oreste Lionello, Pippo Franco, Martufello, Leo Gullotta (passato alla storia anche per il mitico personaggio della signora Leonida) ridevano della politica e dei suoi protagonisti, e con loro ridevano i politici stessi dalle poltrone delle prime file.

Al Bagaglino devono la notorietà anche le tante primedonne del Salone Margherita, da Pamela Prati ad Angela Melillo, a Valeria Marini.
Eppure, durante gli anni d’oro del Bagaglino la politica non era molto diversa da quella di oggi: scandali, sprechi, frodi, erano allora come oggi all’ordine del giorno. Nel 1992, quando scoppiò Tangentopoli, lo show andò in onda su RaiUno con una delle stagioni di maggior successo, Creme Caramel.

Oggi come allora, i temi della satira sono sempre gli stessi, ma l’Italia, quella del Palazzo, non è più autocritica (o non lo è mai stata) nè tantomeno autoironica.
Addio, grande Bagaglino.

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