La rabbia dei pendolari del Ponente - Notizie.it
La rabbia dei pendolari del Ponente
Genova

La rabbia dei pendolari del Ponente

nullPremetto che mi chiamo E.G. e sono pendolare del treno Regionale 6223 da più di 2 anni, prima sulla tratta Sanremo-Imperia Oneglia e poi sulla tratta Taggia-Imperia Oneglia;
che ho sempre acquistato abbonamenti mensili di seconda classe;
che so che l’abbonamento emesso dalla biglietteria ha validità temporale di un mese, coincidente con il mese solare, ovverosia dal primo giorno del mese in corso, fino alla fine dello stesso e che pertanto il viaggiatore che voglia acquistare un abbonamento ad esempio il giorno dieci del mese in corso avrà un titolo di viaggio comunque valido dal primo a fine mese, senza sconti tariffari o adeguamenti nel periodo di validità;
che sulla base di tale presupposto ho sempre acquistato, come la generalità dei pendolari, il titolo di viaggio il primo lunedì del mese, recandosi presso la biglietteria e quando il primo lunedì non coincideva con il primo del mese (quasi tutti i mesi dell’anno) l’abbonamento è sempre decorso dall’1 del mese (retroattivamente) e ciò ha sempre confermato le mie idee circa la validità dell’abbonamento;
che mai sono incorsa in violazioni o contestazioni di sorta, avendo sempre correttamente adempiuto agli obblighi contrattuali derivanti dal contratto di viaggio stipulato con Trenitalia.
Tutto ciò premesso, il giorno lunedì primo agosto 2011 mi recavo presso la stazione di Arma di Taggia per l’acquisto dell’abbonamento relativo al mese in corso e, a causa della lunga coda allo sportello, decidevo di acquistare il titolo di viaggio presso l’emettitrice automatica self service sita al piano terra della stazione dopo la corresponsione di euro 39,50 l’emettitrice rilasciava un titolo di viaggio su di un supporto piccolo e stretto, ove compariva chiaramente la data di rilascio del titolo 1/8/2011, e un campo libero ove inserire nome e cognome dell’abbonato provvedevo alla compilazione del campo con il proprio nome e cognome, lo stesso 1 agosto il personale di Trenitalia effettuava controlli e non vi erano problemi.
Il giorno 3 agosto, la sottoscritta si recava in stazione, ma il treno 6223 delle risultava soppresso dopo circa 30 minuti giungeva il Regionale 11263 e con una collega prendevo posto nel piano superiore della carrozza.

Il personale di Trenitalia a bordo dell’11263 controllava l’abbonamento e constatava la mancanza di obliterazione del titolo di viaggio: chiedevo quindi chiarimenti in merito alla validità del titolo di viaggio e circa la funzione dell’oblierazione e mi veniva spiegato che quel particolare supporto poteva avere periodi di validità differenti dall’ordinario abbonamento rilasciato allo sportello e che pertanto andava obliterato e che era possibile definire la violazione pagando in treno la cifra di euro 50, cifra di oltre dieci euro superiore all’importo dell’abbonamento da me pagato due giorni prima.
Sapendo di non avere contanti per 50 euro, in quanto per recarsi al lavoro non porto con me che poche decine di euro, chiedevo come potevo fare. Mi veniva richiesto il documento di identità e preannunciata la notifica di un verbale ammontante a euro 200, definibile in via agevolata con i pagamento di euro 100. A questo punto mi ricordavo che in passato un collega pendolare privo del portafoglio, oggetto di controllo, era incorso in una violazione sanzionata con euro 7.

Mi ricordo di ciò perché avevo anticipato la cifra per amicizia e solidarietà (che essendo privo di portafoglio, non aveva possibilità di pagare): chiedevo quindi se esisteva la possibilità di definire con il pagamento di una cifra altrettanto ragionevole la vertenza, ma mi veniva risposto che essendo il mio caso diverso (avevo con me l’abbonamento, non ne ero priva), non potevo accedere a tale definizione agevolata, mi veniva ritirato l’abbonamento mensile da me acquistato, e rilasciata una ricevuta gialla recante il numero del treno 11263, la data del 3 agosto 2011, la classe di viaggio (seconda), la dicitura “abbonamento mens”, una cifra nel campo tariffa (39 o 391), l’indicazione della tratta “Taggia-Imperia Oneglia”, i miei dati personali, nel campo “docum di riduz” sono riportati i dati della mia carta di identità, con l’indirizzo ivi riportato, dopodiché vi è l’indicazione “sostituisce il biglietto” e “abbonamento mensile emesso da Etf in data 1/8/2011 per € 39,50 Non Conv”.

Sotto la dicitura “obliterazione per trasgressione art. comma… reg. pol. ferr” vi è una cifra anteceduta da alcune lettere, la cui comprensione, è francamente, difficile, quasi impossibile; al termine di ciò che mi veniva pertanto confermato l’invio di un verbale per euro 200.
A margine di tale vicenda mi pregio di riferire alcune riflessioni, riservandomi chiaramente di proporre in seguito formale reclamo, nei modi e nei tempi che vorrete suggerirmi. Al di là di tutte le considerazioni che si possono fare in merito alla legittimità della sanzione, il cui fondamento normativo attualmente mi è oscuro – ho fatto alcune ricerche sul sito e non ho trovato nulla, non si può dire che l’utente sia messo in condizione di comprendere agevolmente le norme di trasporto – la sottoscritta è sconcertata e costernata dalla irragionevolezza del trattamento: come pendolare, che da anni fruisce del servizio ferroviario pagando regolarmente gli abbonamenti, non mi sarei mai aspettata un trattamento del genere: il pagamento di euro 200, pari a circa cinque abbonamenti mensili, è sproporzionata, irragionevole e vessatoria.

Anche 100 euro è una cifra inaccettabile. Parrebbe che viaggiare senza abbonamento (perché dimenticato) venga sanzionato meno gravemente che viaggiare con l’abbonamento nominativo mensile privo di convalida.

© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*