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La rete ricorda a modo suo il presidente emerito Cossiga

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Un personaggio così importante e ingombrante per la storia della Repubblica non poteva andarsene in silenzio. Troppo veloce la sua ascesa, la sua caduta, il suo ritorno, le sue prese di posizioni nette, sincere. Della ragion di Stato Cossiga ha fatto la sua missione, non risparmiando parole sincere e dure come metallo, che batte sulla roccia delle convinzioni morali e delle convenzioni politiche che parlano di doppiezza, di toni concilianti e non preoccupanti anche al momento di prendere decisioni forti e altamente impopolari. Cossiga aveva indossato la maschera del giullare, del folle che si può permettere di urlare la verità ai quattro venti, sicuro di non essere preso troppo sul serio. Disegnato come un povero malato di mente da Scalfari nel suo necrologio, a Cossiga va riconosciuta l’incredibile carriera politica, con gli incarichi più prestigiosi raggiunti ad età precoci, specialmente per la geriatrica politica italiana.

Il coraggio se lo portava appresso dai tempi della Resistenza (stanno per finire i giorni dei Presidenti combattenti, quelli che avevano sulla propria pelle il senso dello Stato). La vicenda di Aldo Moro lo lacerò del tutto, il politico divorziò dall’essere umano acuendo il suo male di vivere, riuscì ad essere indipendente dal suo stesso partito. Anche per questo, riuscì ad essere eletto presidente della Repubblica al primo scrutinio. Per calcolo e lungimiranza politica, dati i suoi rapporti con i vertici della NATO, portò un comunista alla presidenza del Consiglio promuovendo D’Alema. Cossiga fu l’unico a considerare i brigatisti non solo una forza criminale all’interno dello Stato, ma un soggetto politico che esprimeva tramite la violenza una pulsione da tenere in conto per lo sviluppo stesso dello Stato. I suoi nemici di un tempo gli hanno riconosciuto l’onore delle armi, gli studenti ricordano come le sue mani grondino del sangue di Giorgiana Masi e Francesco Lorusso, studenti uccisi dai colpi di pistola della polizia fatta arrivare da Cossiga, Ministro dell’Interno, a reprimere le proteste.

La rete lo ricorda anche così:

Dottore in Giornalismo per uffici stampa, blogger dal 2005, a breve giornalista pubblicista, si interessa di tutto. Ma anche di più. Lo trovate sempre in giro per Palermo.


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Francesco Quartararo

Dottore in Giornalismo per uffici stampa, blogger dal 2005, a breve giornalista pubblicista, si interessa di tutto. Ma anche di più. Lo trovate sempre in giro per Palermo.

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