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La Rocca di Nepi (Viterbo), abitata da Lucrezia Borgia

Facciata

La storia e la leggenda La Rocca di Nepi, situata nell’omonimo comune in provincia di Viterbo, è detta anche Rocca dei Borgia o Castello Borgia, poiché appartenne alla celeberrima famiglia di Papa Alessandro VI (nato Rodrigo Borgia), i cui figli più famosi furono Cesare – detto “il Duc...

La storia e la leggenda

La fortezza

La Rocca di Nepi, situata nell’omonimo comune in provincia di Viterbo, è detta anche Rocca dei Borgia o Castello Borgia, poiché appartenne alla celeberrima famiglia di Papa Alessandro VI (nato Rodrigo Borgia), i cui figli più famosi furono Cesare – detto “il Duca Valentino”, personaggio centrale del celeberrimo trattato di dottrina politica “Il Principe” di Niccolò Machiavelli – e Lucrezia – che non fu affatto la spietata avvelenatrice passata alla storia a causa dell’omonima tragedia Lucrèce Borgia di Victor Hugo, poi messa in musica da Gaetano Donizzetti, bensì una sorta di pedina matrimoniale più o meno consenziente per le ambizioni politiche di famiglia –.

Del centro abitato di Nepi si hanno notizie fin dal VIII secolo a.C., quando era sotto il dominio romano. Nel Medioevo sembra fosse stato un luogo strategico come avamposto durante le guerre greco—gotiche, poiché situato lungo la via Amerina. Quest’ultima fu per lungo tempo il principale percorso di collegamento tra Roma e l’Esarcato di Ravenna.

Nella rocca, fatta fortificare nell’VIII Papa Gregorio Magno, dimorarono illustri personaggi come Matilde di Canossa e le nobili famiglie dei Colonna, degli Orsini, dei Gaetani e degli Anguillara, che ambivano al controllo dell’area.

Un documento datato 1300 parla invece della presenza di un vero e proprio castello che domina il paese. Ma ecco che veniamo all’età più importante per Nepi e la sua rocca: l’età Borgiana nel Rinascimento. Nel 1474 Papa Sisto IV dispose lavori di restauro e di riparazione dell’edificio originario, ma la vera e propria rocca venne fatta costruire a partire dal 1479 dall’allora Cardinale Rodrigo Borgia, che sulle torri fece apporre gli stemmi cardinalizi di famiglia.

Nel 1499 venne nominata governatrice di Nepi Lucrezia, secondogenita del pontefice, la quale abitò nella fortezza per un anno nel 1500. In seguito vi soggiornò il fratello Cesare, che la usò come rifugio. Fu abitata fino al XVII secolo, poi visse un secolare periodo d’abbandono, dapprima con l’idea di estrarre da questo luogo utile materiale da costruzione per la cittadinanza, poi, nel XIX, col progetto di costruirvi un carcere, effettuando tutte le misure del caso per modificare struttura.

Verso la fine dello stesso secolo, l’edificio venne messo meglio in comunicazione con il centro abitato.

Suggestivi colori

Finalmente, nel 2006, cominciò ad essere recuperato, per poter essere visitabile e svolgervi manifestazioni, come il ricordo della consegna delle chiavi della città a Lucrezia Borgia, celebrato nei primi dieci giorni di giugno con una grande festa in costumi d’epoca, e l’estate è stata dichiarata “Stagione Borgiana”. Restano però in drammatico stato di abbandono i bastioni risalenti a quando la Rocca di Nepi era di proprietà dei Farnese, nel Cinquecento.

Ancora la rocca

Questo luogo, già di per sé così affascinante, lo è ancora di più perché si dice che passando sotto il Forte, si senta il pianto straziante di Lucrezia Borgia a cui il fratello Cesare, nel 1500, aveva molto probabilmente fatto uccidere il marito, Alfonso d’Aragona.