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La Russia ricorre al Consiglio di Sicurezza dell’Onu sui crimini di Bucha

Dopo lo sdegno itutto il mondo per i massacri vicino Kiev la Russia decide di ricorrere al Consiglio di Sicurezza dell’Onu sui crimini di Bucha

Uno scatto degli orrori di Bucha

La miglior difesa è l’attacco, perciò in queste ore la Russia ricorre al Consiglio di Sicurezza dell’Onu sui crimini di Bucha, crimini per i quali Mosca è imputata ma sui quali si propone come ricorrente alle Nazioni Unite. Secondo i lanci di queste ore il Cremlino ha chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza, di cui la Russia è membro permanente con diritto di veto, invocando addirittura una “provocazione dei radicali ucraini”

La Russia ricorre al Consiglio di Sicurezza 

In buona sostanza la linea difensiva della Russia appare chiara: orrori e massacri a Bucha non sono effetto della barbarie della truppe della Federazione, ma trappola innescata dai radicali ucraini. Il Consiglio di Sicurezza richiesto dovrebbe svolgersi oggi, lunedì 4 aprile. Esso dovrà vertere sulle accuse di crimini di guerra di Bucha, vicino a Kiev, dove diversi civili ucraini sarebbero stati massacrati indiscriminatamente mentre le forze russe si ritiravano. 

Un fascicolo internazionale contro Putin

Nelle ore scorse lo stesso procuratore internazionale Carla Dalponte aveva chiesto di poter aprire un fascicolo su Vladimir Putin e il clima internazionale è tesissimo. A detta della Bbc Dmitry Polyansky, vice rappresentante dell’UNSC del Paese, ha affermato di aver avanzato la richiesta “alla luce della palese provocazione dei radicali ucraini“.

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