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La situazione nei rapporti fra Russia e Turchia si fa sempre più tesa
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La situazione nei rapporti fra Russia e Turchia si fa sempre più tesa

Mentre il fronte Nato anti Isis si è allargato con l’ingresso della Gran Bretagna, il cui parlamento ha approvato l’altro ieri l’intensificazione dei raid aerei al fianco degli USA e della Francia, la Russia di Vladimir Putin continua a fare da sé.

Per di più, lo strascico dell’episodio dell’abbattimento dei caccia russi rischia di allungarsi in maniera ulteriore. Mosca ha appena ratificato il provvedimento di urgenza intitolato misure di protezione della popolazione russa e che introduce, di fatto, quelle sanzioni che, da subito, erano state paventate come risposta ad Ankara. La Turchia, dal canto suo, ha, per bocca del presidente Recep Erdogan, ribadito di non avere alcuna intenzione di scusarsi per l’accaduto, continuando ad addurre la motivazione della protezione del proprio spazio aereo.

A nulla sono valse le osservazioni di chi ha fatto notare che i cieli turchi sarebbero stati violati per nove secondi soltanto, perché una invasione è pur sempre un’invasione, senza alcuna dipendenza dall’estensione temporale.

Le sanzioni russe comprendono divieti di assunzione di cittadini turchi da parte di imprese russe, maggiori controlli alla frontiera, un invito al boicottaggio del turismo verso la Turchia e un vero e proprio embargo nei confronti di svariati prodotti provenienti da sud (dalle pesche, ai pomodori, alle fragole, al sale). L’altro ieri Putin ha accusato senza mezze misure Erdogan e famiglia di fare affari con il petrolio dello Stato Islamico e, ieri, ha voluto sottolineare che le ritorsioni russe non si fermeranno “ai pomodori”. “Se qualcuno pensa” ha dichiarato infatti Putin “che la reazione russa si limiterà alle sanzioni economiche, si sbaglia di grosso”. “La cricca al governo in Turchia continuerà a pentirsi di ciò che ha fatto, non se la caverà con i pomodori”.

Non è chiaro, per ora, a cosa si riferisca Putin, ma non c’è da dubitare che lo si scoprirà molto presto.

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