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La terribile testimonianza sull’elicottero disperso: “Era tutto bruciato”

Dopo il ritrovamento di rottami e corpi arriva la terribile testimonianza di uno dei soccorritori sull’elicottero disperso: “Era tutto bruciato”

Un momento delle ricerche

La terribile testimonianza sull’elicottero disperso sull’Appennino e ritrovato  assieme ai cadaveri dei suoi occupanti dopo quasi due giorni di ricerche è condensabile in una frase secca e tremenda: “Era tutto bruciato”. A pronunciarla un operatore di volo dell’Aeronautica Militare che ha raccontato i momenti del ritrovamento ed ha descritto lo spettacolo raccapricciante quando alla fine il relitto è stato individuato. 

Elicottero disperso: “Era tutto bruciato”

Ha detto il militare: “Abbiamo avuto delle coordinate, siamo andati sul posto e abbiamo trovato tutto bruciato. L’elicottero è praticamente all’interno di una valle vicino ad un ruscello“. L’operatore di bordo dell’Aeronautica militare in questione era parte della squadra intervenuta nella zona del monte Cusna, sull’Appennino Tosco-Emiliano. Proprio lì erano stati individuati nella giornata dello scorso 11 giugno prima i resti e poi i corpi dei passeggeri dell’elicottero scomparso giovedì. 

Le difficoltà di soccorso sul posto

Ha spiegato l’operatore: “La zona è difficile da raggiungere con il verricello“. A  perdere la vita erano stati il pilota italiano di origine padovana Corrado Levorin, poi Kenar Serhat, Cez Arif, Ilker Ucar e Altug Bulent Erbil che avoravano per l’azienda turca Eczacibasi, in carlinga con loro anche Chadi Kreidy e Tarek Tayah, dipendenti rispettivamente di Sanita e Gespa del gruppo libanese Indevco. 

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