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La Valanga: la tragedia del Rigopiano diventa una serie tv

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“La Valanga” sarà un dramma di 4 puntate prodotto da Taodue. Racconterà la storia dei sopravvissuti alla distruzione dell’albergo abruzzese il 18 gennaio.

Il 18 gennaio 2017, l’hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, è stato colpito da una terribile slavina.

Una massa di migliaia di tonnellate di neve si è schiantata sulla struttura a una velocità di 250 km/h radendolo al suolo. Su 40 persone, 29 sono morte. Questo evento verrà raccontato in “La Valanga“, la serie tv prodotta da Taodue Film.

La serie di comporrà di 4 puntate da 50 minuti l’una. Gli sceneggiatori hanno già iniziato a scrivere il copione e le riprese cominceranno a settembre. La messa in onda è prevista per gennaio 2018.

Per ricostruire fedelmente la storia e fare luce sugli aspetti meno chiari, sono stati coinvolti alcuni superstiti, i familiari delle vittime e i soccorritori. “Abbiamo tutti seguito con partecipazione quelle giornate – ha aggiunto il produttore Pietro Valsecchi – dalla trepidazione al sollievo, dalla commozione all’ammirazione. E ci siamo chiesti se questa tragedia si sarebbe potuta evitare. La miniserie, quindi, sarà una vera e propria indagine per scoprire la verità dei fatti.

Ma non solo. Sarà l’occasione per celebrare le vittime della natura. Ma anche il coraggio di chi ha messo a repentaglio la propria vita per mettere in salvo i superstiti.

Sdegno e stupore, invece, da parte di anche Giorgia Galassi. La studentessa universitaria estratta viva dalle macerie dopo 58 ore di terrore si è indignata. “Se proprio voleva fare un film – spiega – poteva far passare più tempo. A volte ci vuole rispetto e sensibilità.

Sembra una scelta irrispettosa per le vittime e per i loro familiari”. “Mi rendo conto che la tempistica del progetto possa essere stata mal interpretata – replica Valsecchi – ma il mio intento non è mai stato quello di sfruttare l’onda emotiva della tragedia. Semmai, quello di costruire un’opera approfondita che, come le altre realizzate nella mia carriera, hanno sempre rispettato la memoria delle vittime e il dolore dei familiari”.

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