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La Variante Lambda resisterebbe ai vaccini, ecco dove si sta diffondendo

La Variante Lambda resisterebbe ai vaccini, ecco dove è presente e i due studi non ancora completi che stanno monitorando le sue caratteristiche

Studi preliminari ma inquietanti sulla Variante Lambda

Secondo due studi non ancora avallati da revisione e pubblicazione la Variante Lambda resisterebbe ai vaccini, il che rende molto importante capire dove si stia diffondendo e quali siano le sue caratteristiche finora emerse. Caratteristiche che vanno ad inserirsi nel novero delle “varianti di interesse”.

Ad ogni modo il contesto è quello dei meccanismi di azione del coronavirus che sono abbastanza noti anche in maniera mainstream. Sono meccanismi per cui SARS-CoV-2 muta in maniera causale, si replica nell’ospite e, quando la mutazione “lo avvantaggia” di solito la stessa va a discapito delle difese dell’animale ospite. Il tutto secondo un principio evolutivo consolidato che nel caso dei virus conta su numeri enormi e quindi su una velocità di mutazione che è spaventosa rispetto ad altre specie che per cambiare ed avvantaggiarsi del cambiamento ci mettono millenni.

La Variante Lambda resisterebbe ai vaccini: che classificazione le dà l’Oms

L’OMS ha in classifica quattro varianti di preoccupazione, cioè che sono certificate come pericolose: Alfa (ex inglese), Beta (ex sudafricana), Gamma (ex brasiliana)  e Delta (ex indiana bis). Sono tutte varianti cioè in cui le mutazioni hanno reso il virus o più aggressivo o più “bravo” a scampare agli anticorpi che lo neutralizzano. Ma esistono anche le varianti di interesse, quelle cioè da tener d’occhio e da studiare bene.

Sono responsabili di focolai planetari ma vanno “capite meglio”. Ecco, la Lambda è la più sospetta fra le sospettate. Viene chiamata C37 e codificata come GISAID GR/452Q.V1, fu scoperta in Perù a dicembre 2020 e classificata a giugno di quest’anno. 

Ecco la Variante Lambda che resisterebbe ai vaccini ed ecco i paesi dove è diffusa oggi

In tutto il mondo ci sono circa 4000 casi di Lambda quasi tutti di matrice sudamericana, secondo la banca dati Gisaid.

In testa c’è il Cile, poi il Perù, poi gli Stati Uniti. A seguire Ecuador, Messico e poi il primo paese europeo, la Spagna che ha 130 casi, poi c’è l’Argentina che precede la Germania con 100 casi e 2 nell’ultimo mese. E l’Italia, come sta messa con la Lambda? Il nostro paese è al quattordicesimo posto nella classifica globale, con soli 13 casi individuati, di cui uno nell’ultimo mese. La variante Lambda perciò ha una diffusione limitata rispetto alle ben più perniciose Alfa e Delta. Però è una variante insidiosa davvero, perché ha una maggiore contagiosità e una superiore resistenza agli anticorpi

Le due ricerche “incomplete” sulla Variante Lambda e sul perché resisterebbe ai vaccini

Lo dice una ricerca pubblicata su MedrXiv da scienziati della Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York. La Lambda è “brava” ad attenuare l’efficacia dei vaccini a RNA messaggero, ovvero quelli di Pfizer e Moderna, fino a 4,6 volte. Verò è che il team di scienziati sta studiando una sottovariante Lambda ancora più “cattiva” ma il trend resta. Una ulteriore ricerca dell’equipe del professor Kei Sato dell’Institute of Medical Science dell’Università di Tokyo ha “fatto tana” alle mutazioni “cattive”: quelle responsabili della maggiore trasmissibilità sono la T76I e la L452Q, quella RSYLTPGD246-253N determina la sua resistenza agli anticorpi. Sono tutte posizionate sulla proteina Spike del virus. Le due ricerche non sono però ancora state sottoposte a revisione e pubblicazione scientifica, vale a dire che sono precocissime in quanto a conclusioni.

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