Ladispoli, confiscati oltre 100 milioni di beni a 6 usurai
Ladispoli, confiscati oltre 100 milioni di beni a 6 usurai
Cronaca

Ladispoli, confiscati oltre 100 milioni di beni a 6 usurai

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Ladispoli, la Dia e i carabinieri hanno confiscato beni per un valore complessivo di 100 milioni di euro a sei usurai locali.

Ladispoli, per sei usurai locali sta finendo la festa. I carabinieri di Civitavecchia e la Dia di Roma hanno infatti effettuato delle azioni di confisca contro queste persone. Il totale dei beni confiscati raggiungerebbe i 100 milioni di euro. Secondo chi ha svolto le indagini, questi sei usurai avrebbero accumulato grandi ricchezze sulle spalle di cittadini ed imprenditori della zona in difficoltà economica. Molti di questi, poi, nello specifico avevano un debole per il gioco d’azzardo.

Ladispoli beni confiscati

Dei provvedimenti di confisca di beni per oltre 100 mln di euro sono stati effettuati dal centro operativo Dia di Roma e dalla compagnia dei carabinieri di Civitavecchia. A disporre ciò, è stata la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma, nei confronti di sei persone, residenti a Ladispoli ( Roma), ritenute responsabili, a vario livello, di una consorteria criminale, che nel tempo ha consentito loro di accumulare disonestamente un ingentissimo patrimonio. Questo è stato frutto soprattutto di un complesso sistema di usura.

Ad essere stati sfruttati sono stati dei cittadini ed imprenditori locali in difficoltà economica. Molti di questi, inoltre, hanno anche il vizio del gioco d’azzardo.

La Dia romana, perciò, servendosi ad un’attività di complesso approfondimento investigativo, ha potuto risalire alle complesse dinamiche del sodalizio che era composto da un nutrito numero di individui di origine campana radicatasi da tempo a Ladispoli. La Dia di Roma ha affermato, inoltre, che questo gruppo era riuscito a trasferire in quel territorio il modus operandi della camorra napoletana per la diffusione e la gestione di traffici illeciti, come testimoniato anche in numerose sentenze emesse a carico loro.

Il Tribunale di Roma non solamente ha disposto la confisca del patrimonio delle persone coinvolte, ma anche la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a carico di quattro di questi usurai. Il patrimonio confiscato ha un valore che ammonta a circa 100 milioni di euro. Questo consiste in 49 immobili di pregio, comprendenti anche ville con piscina, appartamenti lussuosi ed appartamenti nei territori dei comuni di Ladispoli e Civitavecchia. Otto veicoli. Ben 23 rapporti finanziari e bancari. Cinque società e le relative quote aziendali.

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Purtroppo casi analoghi non sono esattamente una rarità nel mostro Paese. Il 20 di settembre scorso, la Guardia di Finanza di Lamezia Terme ha dato luogo all’esecuzione della confisca, pari a 8,5 milioni, di beni immobili e mobili riconducibili ad un imprenditore lametino. Questo patrimonio è stato accumulato nel tempo, fra l’altro, soprattutto con i proventi provenienti da prestiti con tassi usurari. Questi si attestavano anche su oltre il 90% annuo.

La confisca del patrimonio di questo imprenditore è l’esito dell’investigazione della polizia economico-finanziaria, istituzionalmente svolta dalle Fiamme gialle, volte all’individuazione e all’aggressione dei patrimoni conseguiti da chiunque si arricchisca attraverso delle attività illecite di qualsiasi tipo. Alcuni dei beni che sono stati messi sotto sequestro, sono risultati intestati anche a dei prestanome. Infatti, nel contesto di un parallelo procedimento penale, anche questo istruito dalla Procura lametina, risulta già sotto indagine per intestazione fittizia di beni un individuo che si era intestato le quote societarie di una s.r.l. per celare la riconducibilità delle stesse al soggetto della confisca.

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