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Laila El Harim, centinaia di persone ai funerali: “Non si può lavorare per morire”

Laila El Harim è morta sul lavoro, nell’azienda Bombonette di Camposanto. Ai suoi funerali erano presenti centinaia di persone.

Laila El Harim funerali

Laila El Harim è morta sul lavoro, nell’azienda Bombonette di Camposanto. Ai suoi funerali, che si sono svolti con cerimonia islamica, erano presenti centinaia di persone, tra parenti, amici, ex colleghi e rappresentanti delle istituzioni.

Laila El Harim, morta sul lavoro: i funerali dell’operaia

Nella giornata di martedì 10 agosto, nella sezione del cimitero di Massa Finalese, in provincia di Modena, si sono celebrati i funerali di Laila El Harim, operaia morta in un tragico incidente sul lavoro, avvenuto il 3 agosto all’interno dell’azienda Bombonette di Camposanto. Erano presenti centinaia di persone, tra parenti, amici, ex colleghi di Laila. Presenti anche rappresentanze della comunità islamica emiliana, la Cgil e i sindaci dell’Area Nord della Bassa.

Durante il rito, molto toccante, hanno preso parola anche la sindaca di Bastiglia, Francesca Silvestri, e l’assessora di Finale Emilia, Monica Malaguti. I familiari più stretti hanno deciso di non rilasciare dichiarazioni alla stampa. Laila è stata ricordata da alcuni ex colleghi e colleghe, che hanno voluto condividere il fatto che la donna fosse una vera professionista, perfettamente in grado di utilizzare il macchinario che l’ha uccisa, una fustellatrice.

Laila El Harim, morta sul lavoro: non era stata formata a dovere

Laila era una gran lavoratrice e quella non era certo la prima volta che utilizzava una fustellatrice” ha spiegato l’ex collega Akim. Dalla relazione tecnica redatta dall’Ausl è emerso che la donna non aveva ricevuto dall’azienda in cui lavorava la corretta formazione per l’uso del macchinario che l’ha uccisa. La vittima, insieme ad altri colleghi, avrebbe dovuto seguire il corso a settembre.

Nel 2021 non è possibile morire in questo modo. La nostra Costituzione ci garantisce il diritto di lavorare per vivere, non di lavorare per morire” ha dichiarato Emanuela Gozzi, segretaria generale della Cgil. I funerali di Laila si sono svolti metà in lingua araba e metà in italiano. Sono stati condotti dall’imam Said Jazouani, console generale del Marocco. La donna era di origini marocchine, ma viveva in italia da molti anni. Ha lasciato il fidanzato con cui voleva sposarsi, Manuele Altiero, e una bambina di soli 5 anni.

Laila El Harim, morta sul lavoro: era preoccupata per il macchinario

Le forze dell’ordine stanno indagando sulle possibili cause che hanno portato Laila alla morte per “schiacciamento“. Nel registro degli indagati risultano il legale rappresentante dell’azienda Bombonette di Camposanto e il responsabile alla sicurezza. Secondo le prime indiscrezioni, la fustellatrice che ha ucciso la donna presentava un malfunzionamento, da lei più volte segnalato. Lo ha raccontato Manuele Altiero, compagno della donna, al Resto del Carlino. Ha spiegato che sul telefono della donna erano presenti diverse foto del macchinario, proprio perché era preoccupata per la sua sicurezza.

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