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L’allarme di Greenpeace

Dopo Detox (), Greenpeace rilancia l’allarme per quanto riguarda la tossicità di alcune marche di abbigliamento. Inizialmente erano Nike e Adidas, contro cui Greenpeace aveva lanciato la sfida per la diminuzione di elementi tossici nei tessuti, le cui tinture inquinavano fortemente i fiumi nei paesi in cui venivano prodotte le materie prime. Adesso l’allarme si estende a moltissime aziende. Abercrombie & Fitch, Calvin Klein, Converse, G-Star RAW, H&M, Kappa, Lacoste, Li Ning, Puma, Ralph Lauren, Uniqlo e Youngor oltre alle già citate Nike e Adidas. Queste le marche messe sotto accusa da Greenpeace, che in una recente indagine ha scoperto come alcuni prodotti era risultati positivi ai test dei nonilfenoli etossilati. È una sostanza utilizzata come tensioattivo, cioè in grado di abbassare la tensione superficiale di un liquido, in modo da aumentare la bagnabilità delle superfici e la miscela dei liquidi.

Inoltre, tale sostanza non può essere smaltita immediatamente, ma il suo processo di degradazione è molto lento. Tutto questo utilizzato nell’abbigliamento e nelle calzature risultano essere tossici non solo per l’ambiente in cui sono prodotti, ma anche per la salute delle persone che indosseranno i prodotti. Infatti nella relazione presentata da Greenpeace in una conferenza tenutasi a Pechino da uno dei suoi portavoce, ha dimostrato come tale sostanza possa alterare alcuni fattori sessuali ed avere effetti dannosi sul sistema riproduttivo.
Inseguito all’allarme lanciato dall’associazione ambientalista, alcune aziende hanno già annunciato controlli più severi sui prodotti utilizzati e l’eliminazione totale entro il 2020 di tutti i possibili elementi tossici.


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