Strage a Las Vegas, Killer aveva piazzato telecamere in albergo
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Strage a Las Vegas, Killer aveva piazzato telecamere in albergo

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Strage a Las Vegas, Killer aveva piazzato telecamere in albergo

Emergono nuovi particolari sulla strage di Las Vegas commessa da Stephen Paddock. L'assassino aveva piazzato telecamere nella suite e in corridoio.

Emergono nuovi particolari sulla strage di Las Vegas. Il terribile gesto è stato commesso da Stephen Paddock, un 64enne pensionato che aveva fatto fortuna nel settore immobiliare. Purtroppo ha anche avuto la malsana idea di sparare, dal 32esimo piano di un albergo, sugli spettatori che stavano prendendo parte ad un concerto country. Ad impressionare è l’organizzazione con cui Paddock ha preparato l’attentato. Il bilancio è di 59 vittime e oltre 500 feriti, molti gravi.

Organizzazione di Paddock

Stephen Paddock era nell’albergo, il mastodontico Mandalay Bay Hotel, da tre giorni, e aveva portato in stanza un ingente numero di armi da fuoco, 23 in tutto. Era anche fornitissimo di munizioni, che si contavano a centinaia. Il nuovo particolare che è emerso è che, prima di rompere la finestra e far fuoco sulle ignare vittime, Stephen Paddock aveva piazzato una serie di videocamere nella suite e nel corridoio dell’albergo, al 32esimo piano. Secondo gli inquirenti, in questo modo l’uomo voleva tenere a bada eventuali intrusi e avere a disposizione il maggior tempo possibile prima dell’intervento delle forze dell’ordine.

Inoltre è stato scoperto che Stephen Paddock ha manomesso dodici armi semiautomatiche con un dispositivo, il cosiddetto bump stock, che permette di sparare come se le armi fossero automatiche.

Ma perché così tanta organizzazione e preparazione per questo gesto?

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Testimonianza della compgna

Stephen Paddock aveva una compagna. La signora, tale Marilou Danley, al momento della strage si trovava nelle Filippine, ha il passaporto australiani, e si era trasferita negli Stati Uniti per lavorare nei casinò. Subito si è recata a Los Angeles per essere interrogata dagli agenti dell’Fbi. Sotto osservazione ci sono le transazioni finanziarie, proprio verso le Filippine, che risalgono a Stephen Paddock. I federali parlano di un bonifico di 100mila dollari, incassato da Marilou Danley appena giunta nelle Filippine.

Il ruolo della donna, si spera, sarà cruciale nelle indagini per chiarire il movente della strage. Infatti, Stephen Paddock, non ha lasciato testimonianze o indizi in questa chiave.

Rapporto conflittuale

Il pensionato 64enne si era sposato due volte aveva divorziato. Conviveva con Danley da quando si era trasferito nel Nevada. Aveva comprato una villetta in una comunità per anziani, nella cittadina di Mesquite, a un’ora di auto da Las Vegas. Sui rapporti tra i due si sa ancora poco, ma da alcune testimonianze di conoscenti sembra che non fossero del tutto amichevoli. Sembra che Stephen Paddock la insultasse veemente in pubblico, anche se i due spesso andavano a Las Vegas per giocare insieme al videpoker.

Dibattito armi USA

La vicenda ha riaperto il dibattito sulle armi negli Stati Uniti. Lo stesso Trump si è espresso. O meglio, ha deciso di non farlo, affermando che ci sarà tempo per parlarne meglio, altrimenti l’evento, che sarebbe ‘solamente’ opera di un folle, sarebbe strumentalizzato. Tuttavia questo tempo deve essere imminente. I dati, infatti, sono allarmanti. In base a un rapporto dell’Istituto di ricerche internazionali Archivio e Disarmo (Iriad), le armi che circolano negli Usa sono aumentate costantemente negli ultimi otto anni. Ora le cifre sono di 270 milioni di unità nel 2015 (ultimi dati definitivi disponibili), e provocando la morte di 36.252 persone: quasi 100 al giorno.

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