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Latte: Confcooperative, al via campagna 'Think Milk, Taste Europe, Be Smart' (2)

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(Adnkronos) – Ma c’è un'altra grande minaccia che incombe su latte e formaggi: l’etichettatura a semaforo, già adottata da diversi paesi europei. "Si tratta – spiega Gardini – di un sistema fuorviante, discriminatorio e incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta gli alimenti più sani e naturali proprio come quelli lattiero caseari".

Giovanni Guarneri, Coordinatore del settore lattiero-caseario di Alleanza Cooperative Agroalimentari, spiega che "la campagna di comunicazione presentata oggi testimonia quanto il sistema cooperativo creda in un modello di promozione integrata a livello comunitario, in cui si condividono strategie e azioni con partner nazionali ed europei al fine di raggiungere con più efficacia gli obiettivi di promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari europei all’interno dell’Unione e nei mercati internazionali".

"In questo contesto, – aggiunge Guarnieri – sorprende l’orientamento della Commissione europea che negli ultimi anni ha operato una progressiva riduzione della linea di finanziamento destinata ai regimi di qualità".

Guarnieri riferisce inoltre che "le Indicazioni Geografiche, di cui il settore lattiero-caseario italiano è leader mondiale (con 56 formaggi Dop e Igp riconosciuti), sono produzioni distintive dell’Ue in grado di dimostrare in ogni parte del mondo la ricchezza, il legame con il territorio, la sicurezza, la qualità, l’eccellenza di tutte le produzioni agroalimentari dell’Unione".

"Sembra esserci una contraddizione nella strategia promozionale comunitaria se consideriamo il progressivo taglio del budget nell’ambito delle scelte di politica commerciale della Ue: in tutti i recenti accordi di libero scambio che la Commissione ha siglato con i Paesi Terzi, è stato infatti sempre incluso un capitolo dedicato alla tutela delle Ig, inserito peraltro come una priorità negoziale.

Continuare a destinare poche risorse finanziarie alla promozione dei regimi di qualità significa ridimensionare la portata del riconoscimento internazionale delle Ig. Il rischio è lasciare campo a imitazioni, evocazioni e alla svalorizzazione delle Ig nei canali distributivi internazionali" rimarca ancora Guarnieri.

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