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Laura Ziliani: la confessione choc di Paola e Silvia Zani

Le figlie di Laura Ziliani: "Le abbiamo messo un sacchetto in testa ma non moriva, poi l'abbiamo strozzata".

Mirto, Silvia e Paola

Dopo Mirto Milani anche Silvia e Paola Zani, figlie di Laura Ziliani, hanno rilasciato dichiarazioni inquietanti sulla morte della loro madre. L’ex vigilessa di Temù (Brescia) scomparve dalla sua abitazione l’8 maggio 2021. Il corpo venne rinvenuto otto mesi dopo sulle rive del fiume Oglio.

Sembra che le figlie avessero già in precedenza tentato di uccidere la 55enne in quanto “ci faceva sentire sbagliate”. Le ultime dichiarazioni delle due ragazze agli inquirenti sono state: “Le abbiamo dato i farmaci, poi le abbiano messo un sacchetto in testa e lo abbiamo chiuso. Laura non moriva e io e Silvia le abbiamo stretto le mani al collo”. 

Laura Ziliani: le ipotesi del medico legale

Il medico legale aveva ipotizzato che dopo essere stata stordita, Laura Ziliani sarebbe stata uccisa tramite soffocamento, con l’ausilio di un cuscino.

Mirto Milani, Silvia e Paola Zani hanno dichiarato, inoltre, che di aver tentato di uccidere la 55enne anche il 16 aprile 2021. Quel giorno i tre somministrarono alla donna una tisana, ma in quel caso l’omicidio non si consumò: come effetto, Laura avrebbe soltanto dormito per quarantotto ore. Gli inquirenti hanno affermato tramite alcune dichiarazioni riportate da Leggo, che si tratterebbe di “un episodio che altro non è che il prodromo dell’omicidio”. 

Silvia avrebbe agito da leader

Dopo le dichiarazioni di Mirto Milani, Silvia e Paola Zani, emergerebbe il fatto che la figlia maggiore di Laura Ziliani, la stessa Silvia, avrebbe agito da leader nei preparativi per l’omicidio della madre. Sarebbe stata la stessa ragazza ad acquistare i barbiturici e a guidare Mirto e Paola nel delitto. 

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