Laurea con lode per Francesca: sarà assistente sociale nonostante la Sma
Laurea con lode per Francesca: sarà assistente sociale nonostante la Sma
Cronaca

Laurea con lode per Francesca: sarà assistente sociale nonostante la Sma

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Francesca Cicirelli si è appena laureata con lode: nonostante sia malata di Sma, farà l'assistenza sociale per aiutare minori e disabili

Francesca Cicirelli si è laureata qualche giorno fa in Scienze del Servizio Sociale a Bari. Adesso si prepara per l’esame di Stato. Francesca, pugliese di 26 anni, soffre di Sma (atrofia muscolare spinale) da quando è nata, ma sogna di dedicarsi agli altri.

Con la sua carrozzina elettrica, Francesca riesce a rendersi del tutto autonoma, barriere permettendo. Questa vocazione sociale la esercita anche come consigliera e addetta stampa del Comitato 16 Novembre, di cui fa parte dall’inizio del 2017. Oggi Francesca ha raggiunto un grande traguardo, ovvero una laurea con lode dal titolo Nonostante tutto… la disabilità. Vi è giunta dopo un percorso di studi che, “nonostante tutto”, è andato per il verso giusto.

Francesca racconta di aver interrotto per un paio d’anni gli studi per lavorare in un’azienda di famiglia. Ma poi ha sentito il bisogno di riprendere a studiare, per prepararsi all’unico lavoro che sogna di fare, l’assistente sociale. Praticamente impossibile era però frequentare le lezioni all’università, perché Altamura, dove Francesca vive con la sua famiglia, si trova a un’ora di auto o due ore di treno dall’ateneo di Bari.

Francesca andava quindi all’università solo per il ricevimento dei professori o per gli esami. “Prendevo il treno ad Altamura e, alla stazione di Bari, trovavo ad aspettarmi il tutor che mi aveva assegnato l’università”, racconta la giovane.

Malata di Sma: la grinta nonostante le difficoltà

Le difficoltà causate dalla Sma non sono comunque mancate. Francesca dice di aver dovuto lottare a lungo, perché i montascale non erano adeguati a sollevare la carrozzina elettrica. Alla fine però il problema è stato risolto. L’ultima barriera che la giovane ha incontrato è stata proprio in sede di laurea: “Non sono in grado di tenere il microfono da sola. L’ha dovuto sostenere tutto il tempo Mariangela [Lamanna, portavoce del Comitato 16 Novembre]. Sarebbe bastata un’asta per rendere la situazione meno imbarazzante e umiliante”.

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Questo non è certo bastato a rovinare il buonumore di Francesca, che può dirsi molto orgogliosa del traguardo raggiunto. La ragazza, però, è già concentrata sui progetti futuri. A novembre, infatti, pensa già di sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione come assistente sociale. “Non credo sia un lavoro difficile per chi ha una disabilità – replica senza esitazione Francesca. – Basta trovare l’ambito giusto. Io ho in mente i minori, oppure le persone con disabilità. È vicino a loro che vorrei lavorare. Sono convinta di poterlo fare”.

Nel frattempo Francesca è fiera del suo incarico all’interno del Comitato 16 Novembre. Condivide appieno la battaglia per il diritto all’assistenza domiciliare dei disabili gravissimi. Lei stessa finora ha beneficiato solo dell’assegno di cura, con cui è riuscita a permettersi circa otto ore al giorno di assistenza privata. Adesso, con il nuovo bando pubblicato dalla regione Puglia, non si sa cosa potrà succedere. “Senza assistenza domiciliare, peso completamente sulla mia famiglia – confida Francesca -. Non avendo mobilità nelle braccia, ho sempre bisogno di qualcuno che mi aiuti. Per questo motivo ritengo così importante la rivendicazione del diritto all’assistenza domiciliare”.

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