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Lavorare nel turismo: assistente di volo

Piccola storia di una professione tanto ambita

assistente di volo

Le ragazzine ora sognano di fare le veline, ma un tempo tra le professioni più ambite c’era quella di hostess.

Essere hostess voleva dire viaggiare, parlare diverse lingue e indossare eleganti uniformi. Erano il simbolo di libertà, di emancipazione femminile.

La prima hostess di volo fu Ellen Church nel 1930 che convinse una compagnia aerea che la presenza di un’infermiera che poteva aiutare chi si sarebbe sentito male durante il volo sarebbe stato molto utile. Fu un successo. Purtroppo la sua carriera come assistente di volo fu solo di 18 mesi a causa di un incidente di auto che le impedì di continuare quel lavoro che, in fondo, aveva inventato. Aprì la strada però a molte altre ragazze.

Le regole per essere assunte erano molto rigide: bisognava essere infermiere diplomate, dovevano caricare i bagagli e ritirarsi a 30 anni.

Altra regola ferrea: alle hostess era proibito sposarsi e se accadeva, si perdeva il lavoro.

Sempre negli anni ’30 le prime hostess dovevano essere in gradi di aggiustare le sedie rotte, parlare di meteorologia e visibilità e persino scacciare le mosche. Dieci anni dopo, Negli anni 40 alle hostess furono affidati incarichi di guerra per servire la patria.

Negli anni ’60 nuove mode e anche la professione di assistente di volo cambia: le hostess furono usate come strumenti di marketing per attirare a bordo gli uomini d’affari.

E oggi? Per essere hostess sono necessarie ottime capacità natatorie, diploma di maturità, ottima conoscenza della lingua inglese e un’altezza minima di 165. Infine, requisito più difficile a mio parere, avere 10/10 di vista.

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