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Lazio, i tifosi intonano cori razzisti contro i giocatori del Lecce: chiusa la Curva Nord per un turno

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La Curva Nord rimarrà chiusa per un turno dopo i cori razzisti intonati dai tifosi della Lazio contro i giocatori del Lecce, Banda e Umtiti.

Dopo i cori razzisti intonati dai tifosi del Lazio contro i giocatori del Lecce, Samuel Umtiti e Lameck Banda, il giudice sportivo ha deciso di chiudere la Curva Nord per un turno.

A Milano, intanto, è stata chiesta una verifica per cori analoghi contro Romelu Lukaku.

Lazio, i tifosi intonano cori razzisti contro i giocatori del Lecce: chiusa la Curva Nord per un turno

Il giudice sportivo della Serie A ha deciso di chiudere per un turno la Curva Nord della Lazio dopo i cori razzisti intonati contro i calciatori del Lecce, Banda e Umtiti. Il settore rimarrà, quindi, chiuso il prossimo 8 gennaio quando alle ore 15:00 si disputerà la partita contro l’Empoli.

“Letto il referto arbitrale e la relazione dei collaboratori della Procura federale nella quale si riferisce che durante l’intera gara i sostenitori della società Lazio, assiepati nel settore ‘ospiti distinti sud-est’, si rendevano responsabili nella quasi totalità (circa 1.000 dei 1.072 occupanti), di ripetuti cori espressione di discriminazione razziale nei confronti dei calciatori del Lecce Banda ed Umtiti; considerato che i cori venivano percepiti da tutti e tre i collaboratori della Procura, opportunamente posizionati anche in parti dell’impianto distanti dal Settore sopradetto; considerato che in base alla suddetta relazione tali comportamenti sono attribuibili alla tifoseria della società Lazio che nelle gare casalinghe occupa il settore denominato ‘Curva Nord’ dello Stadio Olimpico di Roma; ritenuto che, in ragione della gravità, della dimensione e della percezione reale del fenomeno, tale anche da costringere il direttore di gara ad interrompere il giuoco per permettere l’effettuazione, da parte dello speaker, del messaggio previsto in caso di cori di discriminazione razziale, i predetti comportamenti assumono rilevanza disciplinare a norma dell’art.

28, n. 4 delibera di sanzionare la Lazio con l’obbligo di disputare una gara con il settore indicato dai collaboratori della Procura federale nella propria relazione, sulla base delle informazioni acquisite dal dirigente responsabile dell’ordine pubblico, privo di spettatori”. È quanto si legge nel comunicato ufficiale diramato dalla Lega Serie A.

La risposta di Umtiti: “Solo calcio, solo piacere, solo gioia”. La Lazio si dissocia dai cori razzisti dei tifosi biancocelesti

Quanto accaduto è stato commentato da Samuel Umtiti, campione del mondo con la Francia nel 2018. Il difensore del Barcellona, in prestito al Lecce dopo due anni di problemi fisici, ha postato una Instagram Stories nella quale ha taggato Gianni Infantino, presidente della Fifa.

“Solo calcio, solo piacere, solo gioia. Il resto non conta”, così il giocatore ha scelto di commentare i cori razzisti, ricordando i valori dello sport. Il messaggio a Infantino, comunque, è chiaro: evitare che episodi analoghi si ripetano ancora.

Sulla vicenda, poco prima che venisse annunciata la decisione del giudice sportivo, si è espressa anche la Lazio che ha pubblicato una nota per dissociarsi dai cori razzisti e ricordare che i tifosi biancocelesti sono altro. “Durante la partita Lecce-Lazio, l’arbitro è stato costretto ad interrompere la partita a causa di ululati razzisti nei confronti di un giocatore della squadra di casa. La s.s. Lazio ha sempre contrastato con tutti i mezzi a disposizione ogni forma di razzismo e discriminazione, mettendo in campo iniziative volte a reprimere tali fenomeni, sensibilizzando i propri tifosi su questo tema e agendo nelle sedi preposte a tutela della propria immagine. La s.s. Lazio anche oggi condanna chi si è reso protagonista di questo gesto deprecabile, vergognoso e anacronistico e offrirà come sempre la massima collaborazione alle autorità per individuare i responsabili. I tifosi della Lazio non sono razzisti e non possono essere associati a pochi individui che ledono gravemente l’immagine del club”, si legge nella nota.

Nel mirino anche Lukaku. Chiesta una verifica dopo i fatti di San Siro

Intanto, a poche ore di distanza dai cori razzisti intonati contro i giocatori del Lecce, anche a Milano si è verificata una situazione simile. Vittima dell’odio dei tifosi è stato, stavolta, il centravanti dell’Inter Romelu Lukaku, sceso in campo contro il Napoli.

Al momento, non è stata emanata alcuna sanzione ma è stato chiesto solo un approfondimento sui cori a sfondo razzista intonati a San Siro da alcuni ultrà azzurri. “Letto il rapporto dei collaboratori della procura federale”, il giudice sportivo “ritiene necessario che venga specificato dalla medesima procura federale, sentiti ulteriormente, se del caso, i responsabili per l’ordine pubblico, quali sono i settori che abitualmente occupano in prevalenza, nelle gare in casa, i sostenitori della società Napoli posizionati nel settore ‘terzo anello blu’, autori dei cori”.