Lazio, 50mila euro di multa per gli adesivi di Anna Frank
Lazio, 50mila euro di multa per gli adesivi di Anna Frank
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Lazio, 50mila euro di multa per gli adesivi di Anna Frank

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Lazio, la società romana se la 'cava' con una multa di 50mila euro per gli adesivi antisemiti con su Anna Frank. Evitate le porte chiuse

La Lazio dovrà pagare 50mila euro di multa per lo spiacevolissimo episodio di antisemitismo avvenuto in ottobre. I tifosi laziali si erano resi protagonisti nel diffondere degli adesivi con l’immagine di Anna Frank con addosso la maglia della Roma. Tutto sommato, alla società biancoceleste poteva andare peggio. Infatti, il procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro aveva chiesto anche due turni a porte chiuse.

Lazio multa antisemitismo

A causa degli spiacevolissimi fatti degli adesivi con Anna Frank, la Lazio è stata multata di 50mila euro. Lo ha deciso il tribunale federale nazionale della Figc, presieduto da Cesare Mastrocola. I fatti risalgono al 22 ottobre scorso, in occasione della partita svoltasi allo Stadio Olimpico di Roma contro il Cagliari. La Lazio può dirsi comunque soddisfatta, perché le premesse erano decisamente peggiori. Il procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro, infatti, aveva chiesto per la società biancoceleste anche due turni a porte chiuse, senza i propri tifosi a sostegno della squadra.

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Lo spiacevole fatto

A commettere questo infelice gesto sono stati gli appartenenti alla Curva Nord, che era stata chiusa per i cori contro i giocatori del Sassuolo.

La Figc aveva giustamente aperto un’inchiesta. Invece, i diretti interessati avevano minimizzato, definendo il loro gesto come un atto semplice goliardia. Ma non c’è stata lo la questione degli adesivi di Anna Frank romanista, che erano stati diffusi già nel 2013.
Allo Stadio Olimpico di Roma, dei tifosi della Lazio, trasferitosi eccezionalmente alla Curva Sud dopo la squalifica della Nord, hanno lasciato anche scritte antisemite ( come “romanista ebreo” e “romanista Arionne Piperno”) dopo la partita giocata in casa con il Cagliari.

Reazioni

La reazione della Comunità ebraica di Roma è giunta puntuale. “Questa non è una curva, questo non è calcio, questo non è sport. Fuori gli antisemiti dagli stadi”. È quello che ha scritto Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma, che ha postato una foto con la serie di adesivi, attribuibili agli ultrà della Lazio, di carattere antisemita. Il tweet è stato condiviso da Virginia Raggi, che ha espresso il suo sostegno.

Arturo Diaconale, portavoce della Lazio, aveva dichiarato che la società biancoceleste ha sempre condannato ogni forma di razzismo. E ha commentato: “Si resta interdetti di fronte a manifestazioni di evidentemente riguardano un gruppo ristrettissimo di persone, che non coinvolgono i tifosi che si sono sempre comportati bene e in maniera regolare. Ci preoccupa che un numero minutissimo di sconsiderati può provocare danni d’immagine e materiali clamorosi a una società che sta facendo ogni massimo sforzo essere al passo coi tempi”.

Il presiedente della Lazio Lotito, invece, si è poi recato in una sinagoga per rendere omaggio alla comunità ebraica. Tuttavia si è creato un caso, in quanto è uscita fuori la voce che il numero uno biancoceleste avrebbe definito la sua visita come una ‘scenata’. Sono giunte le smentite ufficiali da parte di Lotito, ma il Messaggero ha pubblicato un audio che affermerebbe il contrario.

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