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Le “Calde” Amicizie nel Circolo di Mecenate

Che rapporti intercorrevano fra i membri del famoso cenacolo?

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Gaio Clinio Mecenate fu, insieme all’abile stratega Agrippa, il migliore amico dell’Imperatore Augusto, e certamente anche uno dei suoi collaboratori più abili e fidati.

La sua fama è essenzialmente legata al noto e importantissimo “circolo” di letterati che egli, uomo colto e facoltoso, raccolse attorno a sé; grazie alla ricchezza ma anche ad una straordinaria intelligenza e ad una lungimiranza senza uguali, all’interno di questo cenacolo artistico e intellettuale, Mecenate riuscì a condurre i migliori talenti dell’epoca, tra i più grandi della latinità, basti citare solamente Virgilio, Properzio, Orazio.

Di sicuro non fu solo la passione a muovere la mente di Mecenate: dietro il suo impegno, che resta comunque grandioso, aleggiava un chiaro e lucido disegno politico volto a “legare” i propri beneficiari al Princeps e dunque alle sue scelte, e non è un caso che chiunque “sgarrasse”, ovvero uscisse fuori da quelle che erano le “direttive” del circolo, venisse allontanato (come accadde per Orazio, “reo” di aver scritto l’ “ars amatoria”, spudaratamente contraria alla linea politica augustea).

Non siamo molto informati circa la natura dei rapporti che legavano i membri del cenacolo, che furono in gran parte formali, tipici del clientelismo dell’epoca, ma anche personali e a volte poco chiari.

Una “calda” amicizia sembra avesse legato, almeno in un primo tempo, lo stesso Mecenate al poeta Orazio; addirittura, il protettore dedicò al protetto alcuni versi tratti da Catullo “Se non ti amassi, Orazio, più delle mie viscere…”.

I due amici morirono nell’8 a.C. a poche settimane di distanza e vennero sepolti in due tombe vicine sull’Esquilino.

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