Le cifre folli - Notizie.it
Le cifre folli
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Le cifre folli

In questo momento si parla con toni sensazionalistici dello stipendio di Ibrahimovic, il forte attaccante svedese dovrebbe guadagnare qualcosa come 14/15 milioni di euro netti a stagione.

Una cifra che è difficile solo pensare, un impiegato medio in questo momento può forse guadagnare 2.000 euro al mese, in un anno può arrivare a portare a casa 30.000/35.000 euro netti.

Il confronto è veramente impari, è facile gridare allo scandalo, però penso che bisognerebbe cercare di mantenere la calma e considerare a 360° il discorso.

Per prima cosa, i tifosi si lamentano delle cifre folli, ma questi sono anche i primi a lamentarsi della mancanza di investimenti che impoveriscono il parco giocatori, il Milan perde Ibra ? Gli abbonati si lamentano e Galliani promette che chi non è soddisfatto sarà rimborsato dell’abbonamento, però si pensa anche al futuro rimpiazzo in attacco.

I dirigenti minacciano più morigerazione, però dietro queste lamentele c’è effettivamente la consapevolezza di rompere il giocattolo o piuttosto è l’amara constatazione di non riuscire più ad essere competitivi ?

Il calcio italiano sta soffrendo una mancanza di “liquidi” che ormai da diversi anni è divenuta una costante, quest’anno solo la Juventus si è mossa in maniera interessante sul mercato le altre società sembrano essere in balia degli eventi.

Sempre più spesso si considera primario il risparmiare sul monte ingaggi, anche magari andando a vendere “sottocosto” un giocatore per avere un’entrata virtuale dal suo stipendio.

Il caso di Ibrahimovic, ma anche di Snejider, Maicon e Julio Cesar è lampante; volendo c’è anche una componente morale, in questo particolare momento delicato per la situazione economica-finanziaria sembra decisamente fuori luogo spendere cifre folli per rincorrere campioni strapagati.

Fatta questa doverosa premessa, non si può comunque dimenticare alcuni particolari:

1) Attualmente il mercato europeo è monopolizzato dai nuovi ricchi, pensiamo ai forti investimenti del Manchester City e del PSG grazie ai capitali immessi dagli sceicchi.

Se vogliamo possiamo affermare con una punta d’orgoglio che il made in Italy sembra comunque essere ancora un prodotto d’eccellenza, sia i giocatori che i tecnici del belpaese sono una merce richiesta.

2) Gli investimenti hanno sicuramente un ritorno d’immagine, a livello mediatico si parlerà di Ibrahimovic e del PSG per tutto l’anno, i vari quotidiani e le trasmissioni sportive italiane ed europee avranno sempre un occhio attento al campionato francese. Le magliette dello svedese poi andranno sicuramente a ruba, non solo in Francia ma anche in Europa.

3) Attenzione si parla sempre e solo del calcio ma ci si dimentica che ci sono sport che muovono cifre superiori: tennis, automobilismo, golf, boxe; in queste discipline ci sono campioni strapagati ma nessuno si scandalizza per i loro stipendi, mentre a volte si creano delle vere e proprie crociate moralizzatrici contro il calcio.

4) Adesso in Italia ci scandalizziamo di queste situazioni, ma grazie ai forti investimenti economici dei presidenti italiani i nostri club hanno monopolizzato il mercato e le competizioni europee nell’ultimo trentennio circa; è singolare che adesso che abbiamo perso competitività cerchiamo interventi moralizzatori.

Insomma in questo momento la situazione non è molto incoraggiante, però penso che in Italia in questo momento si stia “rivivendo” la favola de ‘la volpe e l’uva’ di Esopo.

La volpe vorrebbe mangiare l’uva ma dopo tanti infruttuosi tentativi, si allontana mormorando, “tanto è ancora acerba!” : è facile far finta di non volere quello che non si può ottenere.

Cereda Stefano

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Stefano Cereda 439 Articoli
Laureato in Scienze Storiche all'Università Statale di Milano, relatore in un convegno patrocinato dalla Provincia di Lecco sui 150 anni dell'Unità d'Italia, per il medesimo convegno autore di un saggio sul Risorgimento.