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Le comunicazioni di Mario Draghi in vista del Consiglio Europeo del 24 e 25 marzo

Mario Draghi è intervenuto alla Camera dei Deputati per fornire le sue comunicazioni in vista del Consiglio Europeo del 24 e 25 marzo 2022.

Il premier Mario Draghi

Sono terminate le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi a Montecitorio in vista della riunione del Consiglio europeo del 24 e del 25 marzo 2022 che discuterà dell’aggressione militare russa nei confronti dell’Ucraina, di sicurezza e difesa, energia, questioni economiche, COVID-19 e relazioni esterne.

Le comunicazioni di Draghi

Il capo del governo si è in primis espresso sulla guerra in Ucraina affermando che, davanti all’orrore della guerra, “l’Italia lavora con determinazione per la cessazione delle ostilità ed è impegnata per realizzare tregue umanitarie, evacuazioni e per portare beni di prima necessità alla popolazione“.

La nostra volontà di pace si scontra con quella del presidente Putin che non mostra interesse ad arrivare a una tregua e questo impedisce ai negoziati di procedere con successo.

Il suo disegno è quello di guadagnare terreno anche con bombardamenti a tappeto come a Mariupol. Per questo la comunità internazionale ha adottato sanzioni sempre più dure. Lo sforzo diplomatico potrà avere successo solo quando lo vorrà Mosca ma non dobbiamo avallare la contrapposizione tra Occidente e Russia né alimentare uno scontro di civiltà; molti cittadini russi si schierano contro la guerra e protestano mettendo a rischio propria incolumità. A loro l’amicizia e la solidarietà di tutto il governo e mia personale“, ha aggiunto.

Ha poi ribadito che il Consiglio sosterrà l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea: “Sarà un processo con tempi lunghi ma l’Italia è al fianco dell’Ucraina, l’UE ha già attivato la procedura ma è importante mandare a Kiev ulteriori segnali di incoraggiamento“.

“Risposta europea in campo energetico”

Il discorso si è poi spostato sui rincari energetici: “Ci confronteremo anche sull’aumento dei prezzi dell’energia. Dopo i picchi raggiunti 2 settimane fa sono scesi e il prezzo spot del gas sul mercato europeo oggi è dimezzato rispetto ai 200 euro raggiunti l’8 marzo.

Sono cifre però ancora troppo alte, più di cinque volte quelle di un anno fa. La volatilità dei mercati energetici ha inciso anche sui prezzi dei distributori (aumento del 40% della benzina e del 50% per il diesel rispetto ad un anno fa) che, secondo la Commissione Europea, sono in linea con quelli del resto d’Europa. Il governo italiano ha deciso di ridurre le accise abbattendo gran parte degli aumenti registrati nelle ultime settimane.

In questa crisi ognuno deve fare la sua parte. Il governo è consapevole della necessità di ulteriori interventi, ma la risposta a consumatori ed imprese deve essere europea. Si auspica un approccio condiviso su acquisì e stoccaggi e una tutela vicendevole in caso di shock isolati. Vogliamo inoltre spezzare il legame tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità, in parte prodotta da fonti rinnovabili. E’ necessario puntare su questo tipo di energia dando un ruolo centrale alla sponda sud del Mediterraneo. Spero che il Consiglio Europeo prenda decisioni ambiziose che possano essere in breve tempo operative.

Le ricadute economiche del conflitto vanno oltre il discorso energetico e ricadono anche sui prezzi dei beni alimentari (la pasta è cresciuta dell’11%, pane e zucchero del 5%, la carne quasi del 4%). I rincari dipendono da shock esterni che ci impongono di accelerare sull’autonomia strategica in campo alimentare.

“Occorre rafforzare la difesa europea”

Infine l’auspicio che si lavori per una difesa comune europea: “La guerra in Ucraina ha evidenziato l’importanza di rafforzare la difesa europea. Il Consiglio è chiamato ad approvato la bussola strategica adattata alla luce del conflitto in corso che rappresenta la più grave crisi in ambito di difesa nella storia dell’UE. Questa prevede l’istituzione di una forza di schieramento rapido in missioni di politica di difesa e sicurezza comune, investimenti in cybersicurezza e intelligence e il rafforzamento del ruolo europeo quale attore della sicurezza marittimo. E’ essenziale sviluppare capacità adeguate per essere fornitori di sicurezza credibili, cosa che può avvenire solo rafforzando l’industria della difesa e integrandola meglio a livello europeo”.

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