Investi in Notizie.it e diventa editore del tuo giornale 🚀
Diventa socioInvesti e diventa socio di Notizie.it 🚀
Le conseguenze delle attuali indagini sul periodo stragista: la storia della seconda repubblica sarebbe da riscrivere
Cronaca

Le conseguenze delle attuali indagini sul periodo stragista: la storia della seconda repubblica sarebbe da riscrivere

Le indagini prefigurano un filo conduttore dall’Addaura a via D’Amelio, sarebbe ipocrita negarlo. Le difficolta’ sono enormi,ma i fatti dimostrano quale sia il nostro impegno, si sono avute svolte direi notevolissime

A dirlo il procuratore capo di Caltanissetta, Sergio Lari, che collabora attivamente con la procura di Palermo nella ricostruzione della stagione delle stragi di mafia che potrebbero essere state a tutti gli effetti, stragi di Stato. Ma se si dovesse profilare questo quadro, quali sono le conseguenze che ne dovremmo trarre? Nessuno sembra lanciarsi in un’analisi di quello che verrebbe fuori. In realtà, molti già iniziano a far diventare discorso ciò che prima si sussurrava soltanto. Presto anche sui quotidiani nazionali si leggeranno le conseguenze dirette di queste indagini. Proviamo ad anticipare il quadro: se davvero Falcone e Borsellino sono stati uccisi per ordine di chi detiene il potere economico in Italia, dovremmo concludere che la grande stagione politica della seconda Repubblica è uno dei più grandi bluff della storia italiana. Far credere ai cittadini che un imprenditore di successo potesse rendere tutti più ricchi grazie alla sua intraprendenza, distruggere la DC ed il PCI per creare un nuovo equilibrio in cui tutto si basasse sull’impunità.

Niente reato di falso in bilancio, la possibilità di cambiare giudici nel caso ci sia il legittimo sospetto che essi possano essere prevenuti nei confronti dell’imputato. Sospendere le intercettazioni in nome della privacy, strumento per le indagini che colpisce 10.000 persone l’anno su un totale di 60 milioni di abitanti. Se poi quelle 10.000 persone intercettate rappresentano l’élite politica e finanziaria italiana si capisce bene come una legge inutile in un periodo di crisi economica diventi una priorità politica, in una Repubblica che sembrerebbe essere nata dal compromesso con la mafia. Quali sono gli elementi a sostegno di questa tesi? Se Antonino Ingroia riuscisse ad arrivare alla nuova fase processuale, grazie alle prove portate da Massimo Ciancimino, si potrebbero capire appieno le parole dette in due momenti diversi da Giovanni Falcone ed il suo carnefice, Giovanni Brusca. Dopo l’uccisione di Salvo Lima, uno dei delfini di Giulio Andreotti, indicato dall’ex generale Carlo Alberto Dalla Chiesa come uno dei componenti della famiglia politica più inquinata da rapporti mafiosi, Giovanni Falcone commentò la notizia dicendo:

Qui adesso cambia tutto. E per capirne di più dobbiamo aspettare l’ esito delle prossime elezioni politiche. Non si uccide la gallina che fa le uova d’ oro se non ce n’ è già pronta un’ altra che ne fa di più

Questa confidenza, fatta all’attuale capo della Procura Nazionale Antimafia, Piero Grasso, si lega a quanto detto da Giovanni Brusca dopo la sua cattura:

Occorre cambiare il cavallo su cui puntare

La frase fa riferimento ai voti portati da alcuni quartieri ad alta densità mafiosa, passati dai voti massicci alla DC a quelli del PSI a Forza Italia nel 1994.

A questo punto tenetevi forte, perché nel nostro volo verso la verità dei fatti incontreremo una fortissima turbolenza.

I passeggeri sono pregati di allacciarsi le cinture di sicurezza.

A questo punto della storia occorre parlare di Luigi Ilardo, vice-rappresentante provinciale di Caltanissetta sentito dal colonnello dei carabinieri Michele Riccio, lo stesso che nel 1995 fu ad un passo da catturare Provenzano nel 1995 e fu bloccato da Mario Mori prima che fosse ucciso nel 1996 da un commando.

Ecco uno degli appunti di Michele Riccio sulle dichiarazioni del pentito Ilardo:

Tutti gli appartenenti alle varie organizzazioni mafiose nel territorio nazionale avrebbero dovuto votare Forza Italia. I vertici palermitani avevano stabilito un contatto con un esponente insospettabile all’entourage di Berlusconi. In cambio Cosa Nostra si aspettava leggi a favore degli inquisiti e coperture per gli interessi economici

Riccio chiede a Ilardo se l’insospettabile politico a cui fa riferimento, sia Marcello Dell’Utri. Ilardo risponde così:

Ma se lei le cose le sa, che me le chiede a fare?

Occorre precisare che Ilardo è lo stesso pentito che diede un’altra lettura del fallito attentato all’Addaura. Possibile che questa versione dei fatti gli sia stata raccontata da qualcun’altro per rendere Ilardo inattendibile? Cosa aveva da dire di così potente da portarlo alla morte prima del suo confessore, Michele Riccio? Ecco entrare in scena Gianni Ghisena, un massone vicino ai canali di Liggio, primula rossa di Corleone e mentore di Totò Riina, che negli anni tra il 73 ed il 74 avvicinò Ilardo per concludere affari con le ‘ndrine calabresi. Pare infatti che si debba proprio a Gianni Ghisena l’ingresso ufficiale di Cosa Nostra nella massoneria.

Tale evento si verificò – si legge nel rapporto dei carabinieri – negli anni 75/77 in quanto la massoneria assicurò il suo aiuto alla mafia per ottenere la scissione della Sicilia dall’Italia in cambio del suo appoggio nel tentare un colpo di stato nel resto del Paese.
La massoneria, in questo progetto eversivo poteva già contare del supporto da parte dei «servizi segreti» deviati e della ‘Ndrangheta

Ilardo risulta essere quindi il tramite che Cosa Nostra ha avuto con la massoneria italiana e in particolar modo con la ‘Ndrangheta, principale partner affaristico di Cosa Nosta. Oltre a questo, Ilardo parlò con Michele Riccio di altri politici insospettabili che dovevano assicurare il patto tra mafia e Stato.

I tramiti insospettabili operanti tra gli ambienti di ‘Cosa nostra’ e la direzione di ‘Forza Italia’ che sarebbero stati votati dagli ambienti della mafia sono: Per la Sicilia Orientale: Il Sen. LA RUSSA Antonino e principalmente il di lui figlio Vincenzo LA RUSSA che si presentava nella lista unica (Alleanza nazionale Forza Italia) su Palermo

Antonino e Vincenzo La Russa altri non sono che il padre ed il fratello dell’attuale ministro della Difesa Ignazio La Russa.

A cosa credere? Possibile che la seconda Repubblica sia costruita su una menzogna? Ancora una volta si può essere certi solo di quello che raccontano i fatti. Ilardo è stato ucciso in un agguato mafioso, il comandante Michele Riccio fu ucciso nel 1996 da un commando mafioso prima che fosse messo sotto scorta, il suo diretto superiore, Mario Mori, ha intrapreso una trattativa con la mafia ed è sotto processo per aver bloccato Michele Riccio nel 1995 nel catturare Provenzano. Oggi viviamo in una fase in cui le leggi in Parlamento potrebbero ostacolare la lotta alla mafia ed il paese è scosso da scandali che farebbero impallidire Tangentopoli. Cosa accadrà allora? Per dirla alla maniera di Falcone, occorre prima vedere se all’orizzonte è pronta una nuova “gallina dalle uova d’oro”. Prima che tutto cambi nuovamente, prima che si parli di Terza Repubblica, occorre chiudere i conti con il passato.

FONTI: Il patto” di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci, Micromega, Antimafia duemila, Rainews24, Wikipedia

© Riproduzione riservata

1 Commento su Le conseguenze delle attuali indagini sul periodo stragista: la storia della seconda repubblica sarebbe da riscrivere

  1. 26 maggio 2010
    Firenze. La strage mafiosa del ’93 a Firenze Via dei Georgofili fu attuata per “una duplice finalita’: quella di orientare la situazione in atto in Sicilia…

    …verso una prospettiva indipendentista” e per “attuare una vera e propria dimostrazione di forza attraverso azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo, avrebbero dato la possibilita’ ad una entita’ esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l’intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli”. Lo ha detto il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso.

2 Trackback & Pingback

  1. Le conseguenze delle attuali indagini sul periodo stragista: la storia della seconda repubblica sarebbe da riscrivere « Fuori La mafia Dallo Stato (stato)!!
  2. | Blog Palermo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Dottore in Giornalismo per uffici stampa, blogger dal 2005, a breve giornalista pubblicista, si interessa di tutto. Ma anche di più. Lo trovate sempre in giro per Palermo.
Contatti: Mail