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Le Foche: “Con il 75% di vaccinati con tre dosi si ottiene un’immunità sociale davvero importante”

Con il 75% della popolazione vaccinata con tre dosi sarebbe possibile un convivenza accettabile con il covid, le parole di Le Foche.

Le Foche vaccinati tre dosi

L’immunologo del Policlinico Umberto I di Roma, Francesco Le Foche, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera nella quale ha sostanzialmente detto che, visto l’andamento della pandemia, tra qualche settimana si potra sperare di ridurre le misure di contemineto se si raggiungerà il 75% dei vaccinati con tre dosi.

Le Foche sui vaccinati con tre dosi

“Tra un paio di settimane, tre al massimo, la curva dei contagi tenderà a scendere. E allora si potranno alleggerire gradualmente le misure di contenimento del virus – ha detto Le Foche – La strada maestra è la vaccinazione. Dobbiamo assolutamente arrivare al 75% di persone con la terza dose, soltanto a quel punto avremo raggiunto un’immunità sociale davvero importante”.

“Adesso – ha precisato – siamo circa al 50% e non è male, parliamo di 30 milioni di persone che hanno già ricevuto il booster, però dobbiamo fare ancora meglio, per poter riaprire in sicurezza”.

Le Foche chiede che aumentino i vaccinati con tre dosi

Vaccinare dunque quante più persone con la terza dose per avviare una convivenza tollerabile con il virus. Presto per l’immunologo verrà inoltre meno l’obbligo di mascherine all’aperto.

“Mantenendo un comportamento attento – ha detto – immagino che, all’aperto e in momenti di tranquillità, si potrà di nuovo girare a volto scoperto. Dovremo imparare a convivere con questo virus. Grazie ai vaccini saremo complessivamente meno fragili ed esposti al contagio. E se pure ci ammaleremo, non si tratterà più di una patologia tanto grave”.

Vaccinati con tre dosi, unica via d’uscita per Le Foche

Secondo il professor Le Foche saremmo dunque alla fine del periodo più buio della pandemia e “da marzo in poi potremmo riacquistare una certa serenità rispetto al virus, che verrà declassato a condizione di patologia meno grave. “Parleremo sempre meno di polmoniti bilaterali e le conseguenze gravi diventeranno rare, eccezionali”.

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