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Blue Whale, continua a tenere banco il “gioco dei suicidi”

Il secondo servizio de Le Iene Show sul macabro gioco del Blue Whale, di cui sono vittime miriadi di adolescenti dalla Russia all’Italia. Intervista al vice questore Elisabetta Mancini.

Matteo Viviani ed Elisabetta Mancini
Il servizio sulla Blue Whale

L’indagine sul “gioco” dei suicidi

Le Iene Show, andato in onda in prima serata su Italia 1 Domenica 21 maggio, come sempre condotto da Nadia Toffa, Andrea Agresti, Paolo Calabresi, Giulio Golia e Matteo Viviani, è tornato sull’argomento del Blue Whale (Balena Blu), il surreale e agghiacciate “gioco” che ha coinvolto una miriade tra ragazzini dai 10-11 anni e adolescenti fino ai 16 anni negli ultimi mesi, spingendone al suicidio 157 nella sola Russia più altri in altri Paesi.

Blue Whale

Non prima di essersi sottoposti, per 50 giorni consecutivi, a prove estreme, come incidersi una balena sulla mano con un coltello, fino alla richiesta dell’organizzatore del “gioco” di salire sull’edificio più alto della città e lanciarsi nel vuoto, convinti di non valere nulla e che la vita sia inutile: il “gioco” si “vince” così.

Ideatore del Blue Whale

L’ideatore di Blue Whale, Philipp Budeikin (foto sopra, ndr), 22 anni, studente di psicologia, che “reclutava” i ragazzini sul famoso social network russo Vk, è stato arrestato qualche giorno fa, ma le indagini sono ancora in corso, anche per verificare se pure in Italia ci sono adolescenti coinvolti: purtroppo è così, come ha dimostrato il servizio sul tema realizzato da Matteo Viviani domenica scorsa e anche quello di questa sera, in cui è stata interpellata Elisabetta Mancini, vice questore aggiunto della sezione anticrimine della Polizia di Stato.

Il servizio

Il vice questore Mancini ha rivelato che appena 24 ore dopo il servizio delle Iene della settimana scorsa, ci sono state tre segnalazioni di ragazzini che vivono in diverse regioni italiane, vittime della Blue Whale: una 13enne che ha tentato di togliersi la vita al “50° giorno” ed ora è in ospedale, un padre che ha notato strani segni su un braccio del figlio, fatti per autolesionismo, e un altro ragazzino che ha notato segni analoghi sul braccio di una sua amica.

Potenziale vittima del Blue Whale

Se non altro ci sono appunto anche “ragazzini- sentinelle”, che si accorgono del pericolo che corrono i loro coetanei – attraverso inquietanti atteggiamenti di questi ultimi o attraverso a quello che leggono sui social – e li salvano; oppure ci sono anche insegnanti che hanno parlato in classe del raccapricciante fenomeno, mostrando il servizio delle Iene agli alunni e mettendoli in guardia dal “gioco della morte”. Sicuramente, ha detto il vice questore, è un bene che ci sia stato quel servizio ed è un bene parlare del problema, perchè potrebbe essere servito ad “accrescere la consapevolezza dei genitori sulla necessità di intercettare segni di disagio dei propri figli e di verificare con più attenzione l’uso dei social da parte dei propri figli”. Alla domanda su cosa si debba fare per sventare il pericolo che un ragazzino venga “irretito” dalla Blue Whale, ha risposto che bisogna rivolgersi alle forze di Polizia dopo aver notato sulla sua pelle segni strani (incisioni), aver controllato i post su Instagram, Facebook, Snapchat e quanto viene condiviso in rete dal minore. Prima bisogna cercare di parlarne con lui, poi, se nega tutto, avvisare le autorità.

C’è anche chi seguita a sostenere che quella della Blue Whale sia una fake news, una bufala, sebbene sia pure stato arrestato il “presunto” responsabile e abbia confessato: Le Iene hanno citato addirittura un articolo del Corriere della Sera intitolato “Blue Whale, il gioco del suicidio che molto probabilmente non esiste“, a firma del giornalista Lorenzo Fantoni. Tuttavia il vice questore Elisabetta Mancini ha negato decisamente che non esista, affermando: “Il vero pericolo è pensare che il pericolo non esiste. La serietà con cui le Iene hanno affrontato questo argomento e la serietà con cui anche noi come Polizia stiamo affrontando questo problema, credo che non legittimi nessuno a prendere la cosa con leggerezza”.


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