Le impongono test della verginità: 18enne denuncia genitori
Le impongono test della verginità: 18enne denuncia genitori
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Le impongono test della verginità: 18enne denuncia genitori

test di verginità

Una 18enne iraniana ha denunciato i genitori perché le volevano imporre il test della verginità dopo aver scoperto che aveva un fidanzato.

Una coppia di genitori iraniani che vivono in Inghilterra ha imposto alla figlia il test della verginità. La storia è balzata agli onori della cronaca quando la ginecologa si è rifiutata di sottoporre la 18enne all’analisi contro la sua volontà.

Un fatto di cultura

La vicenda risale a qualche tempo fa. Mitra Eidiani, 42 anni, e Ali Safaraei, 56 anni, un giorno scoprono che la loro figlia Sophia ha un fidanzato segreto. La notizia manda su tutte le furie la coppia e in particolar modo il padre che ha costretto l’adolescente a farsi visitare da un medico per avere la sicurezza che fosse ancora illibata.

Sembra che l’uomo abbia anche puntato un coltello alla gola della figlia per tentare di farle lasciare il fidanzato. Quando i genitori l’hanno portata dalla ginecologa, la dottoressa Helen Lucas ha spiegato alla madre che non avrebbe potuto esaminarla.

“Sophia ha detto che non voleva essere visitata da nessuno.

Io ho spiegato a Sophia che non potevo nemmeno toccarla senza il suo permesso e che non l’avrei esaminata se non era lei a dirmelo” racconta il medico. “Mitra mi ha detto che non capivo la loro cultura e poi ha chiamato il padre di Sophia, Ali Sarafaei, che stava aspettando fuori” prosegue la ginecologa. “La donna mi ha anticipato che il marito era severo, non permissivo come lei, e avrebbe insistito perché eseguissi un test di verginità” aggiunge.

Scippata della verginità

A quel punto “entrambi i genitori hanno cominciato a fare pressione su Sophia” affinché venisse visitata. Quando la 18enne si è rifiutata, il 56enne “mi ha detto che sarebbe andato alla polizia”. “Gli ho chiesto per quale motivo, quale crimine era stato commesso. Mi ha risposto ‘furto’ e ha lasciato la stanza” riferisce ancora la dottoressa.

I genitori di Sophia sono finiti davanti ad una corte inglese dopo la denuncia della ragazza, anche se la coppia nega di aver mai avuto comportamenti autoritari o coercitivi nei confronti della figlia, smentendo di averla minacciata di uccidere con il coltello.

La dottoressa Helen Lucas sostiene però che la 18enne le ha confessato che i genitori le avevano sequestrato”il telefono” e che volevano “ritirarla da scuola” per quanto successo. Inoltre, la giovane è stata costretta a lasciare il suo lavoro part time perché è lì che aveva incontrato il suo fidanzato.

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