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Le luci della centrale elettrica al Teatro Kursaal

Per ora noi la chiameremo felicità

Nell’ambito del festival Suono e immagine, venerdì 10 dicembre, suoneranno Le luci della centrale elettrica al Teatro Kursaal di Bari.

Dopo i fiumi di parole e i meritati elogi della stampa, i premi della critica (tra cui il Tenco) e gli innumerevoli spettacoli dal vivo, tornano Le luci della centrale elettrica.

Prepotentemente entrati nell’immaginario intellettuale collettivo italiano nel 2008 col disco di debutto Canzoni da spiaggia deturpata.

Il giovane artista ferrarese Vasco Brondi, che del progetto Le luci della centrale elettrica è l’ideatore, svela il titolo del secondo album: “C’è una frase di Leo Ferrè che mi ha colpito, La disperazione è una forma superiore di critica, per ora noi la chiameremo felicità. Ecco.. il titolo arriva da lì”.

Ed è un titolo che racchiude tutto il senso del percorso de Le luci della centrale elettrica, sia per i contenuti (canzoni spesso disperate, ma che, appunto, racchiudono tutta la critica e l’analisi acuta e poetica dell’autore Vasco Brondi verso il mondo che ci circonda) che per quella propensione all’uso e alla ricerca maniacale della parola, che con Le luci della centrale elettrica, in un mondo devastato dalle immagini, dalla frammentarietà e fuggevolezza della cultura contemporanea, ritorna ad essere vera protagonista, unico baluardo che ci potrebbe traghettare dalla disperazione alla felicità.

Posto unico numerato euro 16,00 + diritto di prevendita.

Venerdì 10 dicembre
ore 21.00
Teatro Kursaal
Bari
Info:
La Casa delle Musiche Puglia Sounds
Largo Adua 5/9
infotel.

080. 524.60.70

“Arrivano navi da crociera arancione nei quartieri dormitorio. Il blu oltremare delle nostre anime assiderate. Stacanovisti alcolizzati e pallidi come la luna che ci vengono incontro. Quando avevamo quattordici anni e come nei film di Rossellini. Altre eclissi e lontananze oceaniche da te. Ci daranno trenta euro. e ci metteranno in fila tra le teste chinate e i cuori magri, su scale mobili e su tappeti volanti. e su divani cementati. Vedrai che scopriremo delle altre americhe io e te. e il ronzio del lavoro di tutti. Come il rumore del mare. il mestiere di vivere, ogni tre frasi alzi gli occhi e guardi il muro bianco sporco davanti a te. e i tuoi piccoli principi tutti appesi.”

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