Le pettinature greche: i modi di portarli, le acconciature e come curarli
Le pettinature femminili nell’Antica Grecia
Donna

Le pettinature femminili nell’Antica Grecia

Affresco riportante un tipo di acconciatura greca
Esempio di pettinatura greca

Le pettinature greche erano particolarmente moderne. Infatti vennero spesso copiate dalle donne in tempi più moderni.

Dell’antica Grecia ci sono rimasti milioni di miti. E non solamente tratti dall’Iliade e dall’Odissea. Grazie a varie attestazioni di scrittori antichi, alle statue, ai templi e alle pitture, siamo a conoscenza di almeno una parte della vita dell’epoca. Ma chi, ancora oggi, non guarda con curiosità quei tempi? Elena di Troia, Penelope, Saffo, sono solo alcune delle donne più famose che dominarono la scena greca. Il loro modo di comportarsi, di ragionare e di vestirsi. Loro, e le loro pettinature greche.

Le pettinature greche

Per ricostruire gli aspetti delle epoche precedenti alle nostre ci si può affidare a pochi elementi. Per esempio statue, dipinti o reperti. Grazie a queste opere artistiche si può immaginare come dovevano essere i modi di vestirsi, di truccarsi e di acconciarsi i capelli. Per citare un caso, le pettinature greche erano particolarmente moderne. Tanto che furono riprese anche in epoche successive.

Erano diversi gli ornamenti che potevano essere utilizzati per intrecciare i lunghi capelli delle donne greche.

Spesso ci si rivolgeva a una specie di parrucchiere. Questo era in grado di realizzare bellissime acconciature e di far ricadere i capelli in morbidi ricci sulle tempie delle clienti.

Le donne di alto rango preferivano una certa lunghezza, mentre le schiave erano spesso costrette a tagliare i capelli all’altezza del mento. Ovviamente le donne di ceto inferiore cercavano di imitare quelle di rango superiore.

I capelli lunghi nelle pettinature greche

Nell’antica Grecia era usanza per le donne avere capelli lunghi e setosi. Nella maggior parte dei casi si preferivano dei ricci che partissero dalla fronte e arrivassero alla nuca. Per realizzarli si usavano delle lunghe aste di metallo che venivano attorcigliate per mantenere la forma.

Potevano essere tagliati in diversi modi. Per esempio con una frangia corta ma il resto del taglio lungo, stretto in una coda. Erano molto comuni anche gli chignon e le trecce. Per tenerli legati si usavano alcuni tipi di cordicine, fatte di lana, lino o cotone.

Senza non sarebbero riuscite a compiere i propri compiti giornalieri, dal momento che avrebbero sempre avuto i capelli lunghi sul viso. Un’altra acconciatura molto diffusa aveva la riga al centro e i capelli raccolti sulla nuca. Spesso per questo compito ci si affidava anche a pezzi di stoffa in grado di incorniciare il resto del volto.

Il colore dei capelli invece variava molto, ma la moda prediligeva il biondo. Infatti ci sono pervenuti diverse descrizioni in merito a come scolorirli. Le matrone più eccentriche invece optavano per un nero intenso con riflessi metallici.

I capelli corti nelle pettinature greche

I capelli corti non venivano portati da molte donne nell’antica Grecia. Infatti averli lunghi era sinonimo di ricchezza e di un ceto sociale molto alto. Il taglio corto spesso poteva significare appartenenza a una classe sociale molto bassa, oppure essere una schiava. Infatti queste venivano costrette a tenere i capelli corti all’altezza del mento.

Le donne, però, si rasavano i capelli nel giorno del proprio matrimonio.

Quindi si doveva comunque trovare un modo per acconciarli. Come per quelli lunghi, si cercava principalmente di realizzare dei ricci morbidi. A volte coprendosi il capo con della stoffa o altro.

I cappelli invece non erano molto utilizzati. Infatti avevano uno scopo puramente pratico come proteggere chi lo portava dai raggi solari. Erano quindi i contadini a portarli, oppure chi doveva lavorare a lungo all’esterno. Avere un certo tipo di abbronzatura, tra l’altro, era disdicevole per una donna. Secondo gli standard della società dell’antica Grecia le donne dovevano avere la pelle delicata e bianca come il latte. Per esempio, nell’Odissea, l’epiteto di Penelope era “dalle bianche braccia”. Simbolo non solo di un ceto sociale molto elevato, ma anche di fedeltà nei confronti del marito.

La cura dei capelli

All’epoca, ovviamente, non esistevano shampoo o balsami. E neanche acqua calda corrente. Lavarsi era particolarmente difficile e disagevole.

Si ricorreva quindi a oli profumati che coprissero qualsiasi tipo di odore.

Per la cura del capello, invece, si usavano i prodotti naturali più disparati. Alcune preferivano olio di oliva, ancora oggi spesso utilizzato, altre miele (il quale conferiva anche una particolare sfumatura di biondo/ramato) e altre grasso animale, cenere o sterco.

Invece per l’acconciatura vera e propria si avevano altri strumenti. Per esempio reticelle di metallo, cordicine, pettini d’avorio. Le dame più ricche avevano anche specchi, spesso realizzati con rame e altamente ornati.

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