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Le piccole Venezie dello Stato del Montenegro

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Il Montenegro, cosa vedere e cosa fare in questo luogo così caratteristico non ancora meta di turismo di massa, con tante "piccole Venezie" memoria della dominazione della Serenissima.

Come raggiungerlo e un po’ di storia

L’inizio dell’estate è il periodo ideale per visitare il Montenegro, il piccolo Stato situato sulla costa orientale dell’Adriatico tra Croazia e Albania, di fronte al Gargano, e che è noto in Italia soprattutto per aver dato i natali alla regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III.

E’ comodo da raggiungere in aereo, in traghetto fino a Spalato o Dubrovnik o anche in macchina via Trieste e dal punto di vista della valuta c’è l’agevolazione dell’utilizzo dell’euro.

Questo Paese non è una meta turistica molto nota, ma può vantare belle spiagge e monumenti che richiamano alla memoria l’epoca della dominazione della Repubblica di Venezia tra il 1400 e la fine del 1700, quando c’era il pericolo delle invasioni da parte dell’esercito ottomano: ecco perchè le sue cittadine sono soprannominate “piccole Venezie”.

Scultura veneziana

Il Montenegro ha fatto successivamente parte della Jugoslavia, poi della federazione con la Serbia e infine nel giugno del 2006 è diventato uno Stato indipendente, con la capitale che è tornata a chiamarsi Podgorica anziché Titograd, come si era chiamata per una cinquantina d’ anni.

La zona turistica

Panorama

La zona turistica del Montenegro è quella costiera, dove si trovano le Bocche di Càttaro, come vengono definite quattro insenature del Mar Adriatico, mentre l’entroterra è tipicamente montuoso ed è meno frequentato. Le Bocche di Càttaro costituiscono una sorta di fiordo che ha permesso la creazione di un porto facile da difendere all’epoca del governo della Serenissima e dell’Impero Austro-Ungarico. Oggi sono attraversabili in traghetto. Nelle vicinanze, arrivando in Montenegro dalla Croazia, si trovano le cittadine di Herceg Novi (Castelnuovo), Perast (Perasto) e Kotor (Càttaro). La prima è particolarmente frequentata d’estate, con spiagge di ciottoli, mare cristallino e tanto divertimento sia di giorno che di notte. Tutt’attorno vi sono antiche mura, con una porta che si erge davanti ad una piazza in cui si trovano alcune chiese che meritano di essere visitate, come per esempio quella di San Girolamo. Perast – che segue due isolette, quella di San Giorgio e dello Scalpello – è indissolubilmente legata alla storia di Venezia, della quale gli abitanti furono “fedelissimi gonfalonieri”: leggenda vuole che la bandiera di guerra della flotta veneziana che aveva il leone di San Marco come simbolo, fosse stata nascosta nella cattedrale di San Nicola quando cadde la Repubblica, nel maggio 1797. Nella cittadina montenegrina c’era benessere – come si vede anche oggi dai bei palazzi nobiliari barocchi – e sicurezza grazie alla potente flotta, che non rese necessaria la costruzione di mura di difesa. C’era spazio anche per la devozione religiosa sia cattolica che ortodossa, come documenta la presenza di numerose chiese con le loro iscrizioni in cirillico e in latino.

Càttaro non era così “inattaccabile”, perciò fu necessario recintarla già dai tempi dei barbari. Per ragioni storiche, oggi è inserita nei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO: è una cittadina di origine romana, ma molto racconta anche del periodo “veneziano”. Vi è la Cattedrale di San Trifone e chiese romaniche risalenti al Duecento, gotiche e rinascimentali. Nella piazza principale, di fronte alla porta, svetta la torre dell’orologio, del XVII.

In piazza

Sulla costa c’è anche la cittadina di Budva (Budua), con spesse mura e un castello di epoca veneziana. E’ stata ristrutturata nel tempo e oggi c’è anche una lunga serie di moderni negozi, bar e ristoranti, mentre sulla riviera ci si può riposare e prendere il sole su spiagge sabbiose. Ma quello che può essere considerata il simbolo del Montenegro, è il vicino isolotto roccioso di Sveti Stefan (Santo Stefano), con attorno un mare azzurrissimo. Dalla terraferma si raggiunge percorrendo una una stradina che si trova su un piccolo stretto istmo che assomiglia al famoso Mont Saint Michel in Normandia. Abitato fin dal ‘400 da poche famiglie di pescatori imparentate tra loro – si chiamavano Pastrovic -, diventate improvvisamente ricche, è dotata di mura risalenti al ‘500, casette e chiese in pietra. Venne espropriata nel 1960 dal Maresciallo Tito, che ne fece lussuoso villaggio di proprietà statale. In seguito, dopo il 2007, subì grandi lavori di restauro e ristrutturazione e vi venne costruito un grandioso resort chiamato Aman Sveti Stefan. Inoltre sulla collina si trovano molti altri piccoli alberghi e appartamenti affittabili.


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