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Le proteste dei diritti delle donne degli anni ’60

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Conosciuta come la seconda ondata femminista o il movimento di liberazione delle donne, la lotta per i diritti delle donne degli anni ’60 si concentrò sui desideri di cambiamento sociale ed economico.

La pubblicazione del libro femminista ‘The Feminist Mystique’ di Betty Friedan del 1963, influenzata dal libro di Simone de Beauvoir ‘The Second Sex’, portò molte donne americane a protestare per i propri diritti.

Scioperi femminili per la pace (1961)

Il 1° novembre 1961, 50.000 donne, sia in America che all’estero, fecero un agiornata di protesta contro le politiche americane sovietiche e americane. Mobilitato dal gruppo attivista femminile Women Strike For Peace, l’atto di protesta più eclatante fu una marcia verso la Casa Bianca e l’Ambasciata Sovietica per chiedere alle first ladies di entrambi i Paesi, Jackie Kennedy e Petrovna Khrushchev, di cooperare per la pace nel mondo.

Questo stesso gruppo organizzò un’altra protesta contro i test nucleari nell’aprile 1962.

Guerra nel Vietnam (1968)

Il 15 gennaio 1968, il Jeanette Rankin Brigade marciò su Capitol Hill contro la guerra in Vietnam. Più tardi, un piccolo gruppo di giovani donne si staccò dal corteo dirigendosi verso il cimitero di Arlington per una sepoltura cerimoniale della maternità tradizionale.

Miss America (1968)

Il 7 settembre, mentre Judi Ford veniva incoronata Miss America, le femministe attirarono l’attenzione dei media nazionali per le loro proteste contro lo spettacolo sulla passerella di Atlantic City, New Jersey.

Contrarie all’asservimento delle donne, le femministe scimmiottarono l’evento con l’incoronazione di una pecora e gettando prodotti di bellezza nell’immondizia. Nello stesso giorno, la prima contestazione Miss Black America si tenne sempre ad Atlantic City, contro quella della Miss America ‘white’.

Legge sull’aborto (New York 1969)

Nel 1969 la legislatura dello Stato di New York preparò una lista di nomi (una suora e 14 uomini) da sentire sulla legge sull’aborto. La femminista Kathie Sarachild contestò l’elenco, affermando che solo le donne che avevano avuto esperienze di aborto illegale potessero esprimersi sulla questione, ma venne zittita. Sollecitate dal gruppo femminista radicale, le Redstockings, 12 donne resero pubbliche le loro esperienze abortive davanti a 300 persone e ai media. Queste proteste vennero ripetute più volte nelle decadi successive per incoraggiare il dibattito sul tabù degli stupri e delle molestie sessuali.

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