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Le riforme fiscali verranno vagliate dall'Unione Europea
Economia

Le riforme fiscali verranno vagliate dall'Unione Europea

La crisi economica che stiamo vivendo, scoppiata in Europa e che ha visto coinvolto il nostro paese con una forte recessione e con una stagnazione alla quale non riesce ad uscire, è stata causata dall’attività e dalle speculazioni delle banche e della finanza privata di altri Paesi. Secondo Tremonti non si tratta di una crisi prodotta dal grado di debito dei conti pubblici, in questa occasione le banche italiane sono state pressoché assenti. Una delle critiche che viene mossa al nostro sistema creditizio, che pure ha le sue colpe, è quello di non essere abbastanza moderno. Inoltre, il Ministro dell’Economia ha ribadito la sua sfiducia nel “mercatismo”. Ossia la convinzione che solo nel mercato sia possibile la soluzione a tutti i guai dell’economia mondiale. Sono state le speculazioni finanziarie indotte d’altri paesi a scatenare il caos. I debiti pubblici non rappresentano l’input e la causa ma semmai l’output e la medicina. L’onorevole Tremonti intende dire che il peggioramento della salute delle finanze pubbliche nei vari Paesi, come Stati Uniti e Gran Bretagna, è stata causata dai massicci interventi statali per salvare le banche e le società finanziarie private degli speculatori.
La critica che viene fatta all’Italia è relativo al suo tasso di crescita che è considerato basso e insufficiente a rilanciare l’economia del nostro paese, Tremonti ha ribattuto che la crescita che sta facendo l’Italia, cioè l’1,1%, è perfettamente in linea alle previsioni del governo.
Innegabilmente, Tremonti, ammette che la crescita non è tra le più alte a livello europeo e mondiale, ma mette in rilievo che negli ultimi 10 anni quelli che sono cresciuti molto, erano paesi drogati dalla leva finanziaria, cioè del loro indebitamento pubblico.

La nostra crescita del PIL, viene considerata dal Ministro dell’Economia, una crescita reale e non condizionata da fattori esterni.
Nella conferenza stampa fatta dopo la firma della moratoria sui debiti delle piccole e media impresa, il ministro ha rivendicato il merito, insieme al governo, di essersi impegnato per la tenuta dei conti pubblici. Adesso, ha aggiunto, si apre una fase completamente nuova che permette di ragionare sulla crescita e sulle riforme fiscali da dover affrontare, con un occhio attento allo sviluppo.
Nel mese di aprile verrà presentato all’UE il piano programmatico per le riforme, piano che dovrà essere approvato dal governo e dalla stessa Unione Europea. Per questo dovrà essere un disegno di riforma vero.
I numeri faranno da padroni, non si potrà inventare nulla, perché si rischiano pesanti sanzioni da parte della Comunità Europea, in ogni caso si dovrà crescere di più dell’1,1%, senza essere autolesionisti. La Francia, ad esempio, cresce dell’1,5% annuo ma ha un disavanzo del 7,5% contro il 5,2% italiano.

Senza quella differenza, senza quel deficit, i numeri della crescita sarebbero come i nostri o anche più bassi. Certo, ha convenuto, c’è la Germania, dove la crescita è più sostenuta, al 3,5% annuo. Ma lì, ha ricordato, hanno i contratti aziendali, si sono agganciati al mercato cinese e hanno ottenuto numerose deroghe dall’Europa.
Il vero problema dell’Italia, la questione principale, è quello di essere un Paese duale con il Nord che, in valore assoluto, è la regione più ricca d’Europa e il Sud dove invece la ripresa stenta a manifestarsi. Di conseguenza, ha concluso Tremonti, se vogliamo davvero crescere, dobbiamo applicare al Sud i migliori talenti italiani.

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