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Le ultime ore di Amy Winehouse, droga e disperazione

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L’hanno vista comprare cocaina, eroina, ecstasy e ketamina da uno spacciatore di Camden, a Londra. Amy Winehouse aveva un programma ben preciso per il venerdì sera: “stonarsi” e dimenticare il difficile momento che stava affrontando. La cura disintossicante cui si era sottoposta nei mesi precendenti non aveva sortito gli effetti sperati: Amy era ancora dentro un vortice di depressione e non vedeva la luce.

Alle 22.30 di venerdì 22 luglio, vagando per le strade del quartiere londinese Camden Town, ha incontrato un pusher che le ha venduto la morte. Tornata nel suo appartamento nel quartiere dai mille divertimenti e dalle mille tentazioni, la cantante ha iniziato il percorso finale d’autodistruzione. Ha mischiato l’alcol agli stupefacenti, ha ingerito una pillola di ecstasy tagliata male. La “bad ecstasy pill” potrebbe essere stata la causa della scomparsa della cantante.

Continua, intanto, il pellegrinaggio dei fans vicino l’abitazione dell’artista. Per uno strano scherzo del destino e del marketing, aumentano le vendite dei dischi: gli album di Amy Winehouse stanno riconquistando, in queste ore, i primi posti delle chart inglesi. Il fenomeno è riscontrabile anche nelle classifiche italiane.

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http://youtu.be/TJAfLE39ZZ8

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