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Lecce, 25enne morto per leucemia: gli amici costruiscono un parco giochi in suo onore

Vincenzo Quarta, militare 25enne originario di Surbo, è morto per una leucemia fulminante: gli amici costruiscono un parco giochi in suo onore.

Morto

Il giovane Vincenzo Quarta, originario di Surbo, è morto all’età di 25 anni durante il primo lockdown imposto a livello nazionale per contrastare la diffusione del coronavirus a causa di una forma fulminante di leucemia. A distanza di un anno dalla sua prematura e improvvisa scomparsa, il ragazzo è stato ricordato dalla sua comunità che ha dato vita a un’iniziativa molto particolare.

Lecce, 25enne morto per leucemia: l’iniziativa degli amici

Nel corso del primo lockdown, il militare Vincenzo Quarta aveva lasciato la caserma “Ciro Scianna” di Palermo e aveva fatto ritorno nel comune di Surbo, in provincia di Lecce, per prestare assistenza al padre gravemente malato. In questo contesto, tuttavia, il 25enne ha presto manifestato una forma di leucemia fulminante che ne ha decretato la morte.

La sua memoria è stata onorata dagli abitanti del comune leccese di Surbo che, in occasione del primo anniversariodalla dipartita del giovane, hanno deciso di organizzare una raccolta fondi e costruire un parco giochi per l’Oratorio in costruzione, annesso alla Parrocchia Santa Maria del Popolo di Surbo, intitolandolo a Vincenzo Quarta.

La raccolta fondi benefica è stata realizzata dall’associazione “Vincenzo Quarta – Solo Campari”, creata dalla famiglia e dagli amici del 25enne a ottobre 2020 e impegnata a mantenere vivo il ricordo del militare, promuovendo iniziative per sostenere i più deboli e l’intera comunità.

La testimonianza dell’associazione “Vincenzo Quarta – Solo Campari”

Il progetto di beneficenza che ha portato alla costruzione del parco giochi finanziato dall’associazione “Vincenzo Quarta – Solo Campari” è stato commentato dai ragazzi che la gestiscono con le seguenti parole: “Nonostante il dolore difficile da lenire abbiamo cercato dal primo momento di accostargli la forza e la grinta necessaria a mantenere un impegno.

L’impegno che abbiamo preso con Vincenzo e con noi stessi: quello di continuare a far vivere la sua anima buona attraverso noi. In questi lunghi 12 mesi, abbiamo imparato che l’unico modo per far sì che ciò accada è custodire il suo ricordo nell’amore. Per questo motivo, in questo giorno, seppure molto triste, vogliamo dare notizie positive e di speranza. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno sostenuto le nostre iniziative, contribuendo anche loro a mantenere vivo il ricordo di Vincenzo”.

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