×

Lecce, 30enne afroitaliana denuncia: “Al centro vaccinale il medico mi ha chiesto se so leggere”

Donna afroitaliana denuncia: “Al centro vaccinale il medico mi ha chiesto se so leggere, ma prima di questa becera domanda, ho fornito documento d’identità"

Presunto episodio di razzismo ad un centro vaccinale leccese

Episodio inquietante con il sostetto di razzismo in un centro vaccinale a Lecce dove Arielle, una 30enne afroitaliana denuncia: “Al centro vaccinale il medico mi ha chiesto se so leggere”. La denuncia, che rimanda ad una condotta assolutamente deprecabile da parte del sanitario in questione fatto salvo un gap comunicativo che non sanerebbe comunque il fatto, è stata affidata ad una lettera.

E quella lettera è stata indirizzata dalla 30enne in questione a Fanpage.it. Nello scritto la donna ripercorre crono, sensazioni e considerazioni che hanno caratterizzato quella manciata di minuti. 

Il racconto: “Il medico mi ha chiesto se so leggere”, ma lei è italiana e vive a Lecce per amore

Spiega la donna, mamma “nera ed italiana” che ha vissuto per 4 anni a Milano e che ha raggiunto la città pugliese per amore: “Sono andata a vaccinarmi, e al momento della consegna del modulo informativo (che mi hanno riferito di compilare solo col medico), quest’ultimo mi ha chiesto subito se sapessi leggere o scrivere, dando per scontato che io fossi una persona ignorante”.

Poi Arielle spiega: “Prima di questa becera domanda, ho fornito documento d’identità e codice fiscale, dove c’è ben scritto che sono di nazionalità italiana”. 

La deuncia: “Il medico mi ha chiesto se so leggere”, ma il camice bianco aveva i documenti

Insomma, il camice bianco aveva tutti gli strumenti cognitivi per desumere che di fronte aveva una cittadina italiana con pieno battage linguistico, e il sospetto che sul suo giudizio e sulle sue parole abbia pesato un preconcetto visivo è forte, un po’ come quando un giudice napoletano chiese il tesserino ad un avvocato di colore.

Ha scritto ancora la donna: “Ho aperto segnalazione all’ASL e si sono giustificati pure, non ammettendo il grave errore commesso. Scrivo a voi perché mi sembra assurdo che nel 2021 accada ancora questo, e passi in sordina come un episodio ‘normale’”. 

“Il medico mi ha chiesto se so leggere”, la risposta della Asl e lo sfogo

La signora Arielle ha infatti ricevuto una mail di risposta, che riporta come sia probabile si sia trattato “di un difetto comunicativo piuttosto che un episodio di razzismo, ciò avvalorato dalla soddisfazione dell’utenza di diverse nazionalità che quotidianamente accede al punto di vaccinazione”.

Ma la chiosa della 30enne è amara:  “Vivo di ignoranza ogni giorno, mi danno della prostituta, mi seguono le macchine chiedendomi se voglio passaggi, mi umiliano per nulla. Questa volta, non starò a tacere. Spero che voi capiate la gravità della situazione”.

Contents.media
Ultima ora