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Legge elettorale comuni

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Nei comuni si vota sempre con una sola scheda, sulla quale sono riportati i nomi del candidati a sindaco e i simboli delle liste che lo appoggiano.

In questo articolo andremo a vedere la legge elettorale che interesserà i comuni per le amministrative 2017.

Cominciamo col dire che nei comuni inferiori ai 15mila abitanti, si vota con una sola scheda per eleggere sia il sindaco che i consiglieri comunali. Ogni candidato alla carica di sindaco sarà sostenuto dalla lista elettorale che lo sostiene, formata dai candidati alla carica di consigliere. Su ciascuna scheda è già stampato il nome del candidato sindaco. Accanto a ciascun candidato è visibile il simbolo della lista che lo appoggia. Il voto per il sindaco e quello per il consiglio sono collegati.

Infatti votare per un candidato sindaco significa indicare una preferenza alla lista che lo appoggia. Diventa sindaco infine, il candidato che riceve il maggior numero di voti.

In caso di parità di voti tra due candidati sarà necessario tornare a votare. Quando avviene questo spareggio comincia una nuova fase chiamata ballottaggio. Si tratta di una seconda votazione, che si applica quando nella prima nessuno dei candidati ha ricevuto la maggioranza necessaria, limitata a quei candidati, i quali hanno ricevuto il maggior numero di voti nella prima votazione.

Anche in questo caso risulterà eletto chi dei due candidati avrà ricevuto più voti. In caso di ulteriore parità viene dichiarato eletto il più anziano. Quando sarà stato eletto il sindaco sarà anche definito il consiglio comunale. Alla lista che sostiene il Sindaco eletto andranno i 2/3 dei seggi vuoti. Invece i restanti seggi saranno distribuiti in proporzione tra le altre liste.

Nei comuni con più di 15mila abitanti si vota sempre con una sola scheda, sulla quale saranno già menzionati i nominativi dei candidati alla carica di sindaco e il simbolo o i simboli delle liste che lo sostengono.

Nei comuni con più di 15mila abitanti è eletto sindaco il candidato che al primo turno riceve la maggioranza assoluta dei voti validi. Cioè il candidato deve ricevere almeno il 50% dei voti più uno, per riuscire a vincere. Qualora nessun candidato riuscisse a raggiungere tale risultato, sarà necessario tornare a votare la seconda domenica successiva. In quel giorno si voterà direttamente per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ricevuto il numero maggiore di voti. Anche in questo caso parliamo di ballottaggio. In caso di parità di votazioni al primo turno, sarà ammesso al ballottaggio il candidato della lista più votata.

In caso di ulteriore parità, verrà eletto il più anziano di età. Questi stessi criteri saranno usati in caso di parità nel ballottaggio. Al secondo turno, infine, viene eletto sindaco il candidato che riceve il maggior numero di voti. Per deliberare la composizione definitiva del consiglio comunale si prendono in considerazione i risultati elettorali del primo turno. Ma anche degli eventuali collegamenti nel secondo turno. In pratica, se la lista o l’insieme delle liste che appoggiano il candidato divenuto sindaco nel primo (o nel secondo) turno non hanno ottenuto almeno il 60% dei seggi ma hanno ricevuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno in modo automatico il 60% dei seggi. I seggi che restano vuoti saranno divisi tra le altre liste in modo proporzionale alle preferenze ricevute.

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