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Libano, bambola usata come bomba: sventato attentato su volo Emirates
Esteri

Libano, bambola usata come bomba: sventato attentato su volo Emirates

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Sventato attentato aereo. A pochi giorni dall'attentato a Barcellona ecco di nuovo in azione gli uomini dell'ISIS. Quando finirà tutto questo? Riusciremo mai a sterminare queste "mele bacate" che seminano terrore e morte?

Libano sventato attentato

Nei cieli d’Oriente è stato sventato un attentato kamikaze. L’intelligence di Beirut in collaborazione con le autorità australiane hanno bloccato il piano criminale di un cittadino libanese. Di mira un aereo in volo dall’Australia agli Emirati Arabi. L’uomo avrebbe dovuto far esplodere una barbie-bomba. Il Ministro dell’Interno libanese non ha precisato quando l’attentato è stato sventato. A bordo dell’aereo ci dovevano essere 400 persone di cui 120 libanesi. Tra i passeggeri anche l’attentatore Tarek Khayyat che avrebbe dovuto imbarcare la valigia con all’interno l’ordigno. L’esplosione doveva esserci a 20 minuti dal decollo. Come complici i suoi tre fratelli e uno di loro abitante nella capitale dell’ISIS in Siria. Nel tempo è diventato una figura in primo piano dello stato islamico. Già tempo fa le autorità australiane avevano sventato un altro attacco terroristico. La particolarità dell’oggetto utilizzato può far pensare al passato alla tragedia del Sinai.

Lì venne utilizzata una lattina e morirono 224 persone.

Aeroporti non immuni da attentati

L’intensificarsi dei controlli non basta a prevenire i rischi di attentati. La crescita del traffico areo, le tecniche sempre più sofisticate e gli esplosivi difficili da individuare sono i rischi maggiori. Una zona sterile e pericolosa è quella della zona bagagli. Qui se i dipendenti sono legati all’islam ed al terrorismo possono facilmente inserire bombe nelle valigie. Per i voli che hanno tappe di scalo, c’è la possibilità negli aeroporti con pochi controlli, di imbarcare terroristi. Gli aeroporti di Asmara, Tunisi e Cairo ne sono l’esempio. Il terrorista potrebbe essere direttamente in cabina. I controllori della Raf controllano le comunicazioni tra i politi e scoprono l’introduzione di ordigni esplosivi. Da quel momento vengono intensificati i controlli nelle città a rischio. Il kamikaze può trovarsi tra i passeggeri. Ci sono degli esplosivi che si riescono a nascondere all’interno di un computer o ad altri contenitori.

Disastri aerei causati da attacchi terroristici

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Se torniamo indietro nel tempo già in passato abbiamo vissuto attacchi terroristici agli aerei. Partiamo dal 1973 quando ci fu la strage a Fiumicino.

Attentato terroristico palestinese che fece 34 morti e 15 feriti. Nel 1976 venne abbattuto l’aereo sulla tratta Barbados-Giamaica. Le 73 persone a bordo morirono tutte. Era il 1985 ed il boeing 747 esplose ad un altezza di 9400 m e precipito nell’oceano Atlantico. Persero la vita 329 persone. Nel 1988 il volo Pan Am 103 esplose in volo sopra la Scozia. Morirono 270 persone, 259 a bordo e 11 a terra colpite dai rottami dell’aereo. Anno 1989 volo UTA 772 esplose sul deserto del Sahara. Morirono 156 passeggeri e 14 persone dell’equipaggio. Sempre nel 1989 esplose sopra il municipio di Sochoa il volo Avianca 203. Morirono 107 passeggeri e 3 persone a terra colpite di detriti. Dicembre 1994 in questo caso la bomba venne costruita a bordo. Il terrorista l’aveva portata a bordo smontata e l’ha ricostruì al bagno. Morì il terrorista, si ferirono 10 passeggeri ma l’aereo riuscì ad atterrare.

Vivere e non sopravvivere

Purtroppo di attentati ultimamente se ne sente parlare molto. Non serve volare per rischiare di morire basta pensare a Barcellona. Il pericolo c’è in aria e in terra perchè purtroppo queste persone “malate di testa” sono ovunque. Finchè c’è vita ci sarà purtroppo chi si sente in diritto di decidere per la vita degli altri. Speriamo che i provvedimenti presi dagli Stati e l’aiuto delle forze dell’ordine possano almeno ridurre questi episodi. Per il momento possiamo solo sperare e pregare per le famiglie che hanno perso un loro caro nei vari attentati ad oggi messi a segno.

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