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LIBERATI I MARINAI DELLA NAVE ROSALIA D’AMATO

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Somalia – Sono stati sette mesi di dura prigionia, per i 21 membri dell’equipaggio della nave mercantile “Rosalia D’Amato”. I destini di 22 marinai (6 italiani) nelle mani di un pugno di moderni pirati. Niente più arrembaggi con i coltelli tra i denti ma, colpi di Kalashnikov e altra artiglieria pesante per fermare le navi.

A bordo del cargo della compagnia “Perseveranza navigazione”, la situazione era giunta al limite. Un inferno iniziato lo scorso 21 aprile. Quel giorno la nave navigava nell’Oceano Indiano, 320 miglia a sud dell’Oman. I pirati somali si avvicinarono con potenti fuoribordo, armati fino ai denti. Salirono e presero possesso della nave. Non si parla del pagamento di un riscatto. É difficile credere che la nave sia stata liberata per bontà d’animo dei pirati, impietositi dalle pessime condizioni, soprattutto psichiche, in cui versavano i marinai.

Mentre il pensiero va ai 43 membri dell’equipaggio della “Savina Caylyn”, anch’esso in mano ai pirati, ci si chiede chi saranno i prossimi. Perché è certo, non finisce qui. Le coste Somale continuano a essere pericolose.

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