Libero professionista o dipendente: le differenze
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Libero professionista o dipendente: le differenze

Libero professionista o dipendente: le differenze
Libero professionista o dipendente: le differenze

Se doveste avere dei dubbi, quest’articolo non potrà che dissiparveli, facendovi capire la differenza tra libero professionista e lavoratore dipendente.

Per chi si sta affacciando sul mercato del lavoro in questo momento, per chi si è appena affacciato o, semplicemente, per chi è curioso e vorrebbe capire meglio, quest’articolo nasce con lo scopo di delineare bene la differenza tra il libero professionista ed il dipendente, una differenza per nulla sottile, ma abbastanza importante, se si considera che tanto il dipendente quanto il libero professionista, naturalmente in riferimento all’ambito occupazionale, svolgono, in realtà, le stesse mansioni e, quanto a competenza, esperienza e qualificazioni possedute, le due diverse figure professionali non hanno nulla da invidiarsi reciprocamente.

Libero Professionista e Lavoratore Dipendente: Differenze

Rispetto al dipendente, il libero professionista potremmo dire che si trovi su un piano privilegiato per una serie diversa di ragioni. Prima di tutto, lo stipendio. Il libero professionista non recepisce uno stipendio vero e proprio, ma un compenso che può variare di volta in volta, a seconda della richiesta ricevuta da parte del cliente e di quello che nello specifico deve fare per soddisfare tale richiesta.

E’, dunque, facilmente intuibile che un dipendente non può permettersi questo lusso. Il dipendente stabilisce, infatti, un contratto di lavoro con l’azienda che lo assume, definendo mansioni, orario lavorativo e stipendio. Lo stipendio è fisso e perché il dipendente possa chiedere un aumento, di solito, deve affrontare mille peripezie ed attendere, spesso, un avanzamento di carriera. Al contrario, il libero professionista può decidere, in qualunque momento, di aumentare il proprio compenso, a seconda di quelle che sono le sue esigenze o la volontà del momento e può, altresì, decidere di recepire un compenso fisso quando un lavoro è commissionato sempre dallo stesso cliente. Quanto alle ore di lavoro, quelle di un dipendente sono prestabilite e se ha bisogno di una pausa, per motivi di salute, famigliari o altro, ha bisogno di chiedere un permesso a chi gestisce l’azienda o, comunque, a chi di competenza. Al contrario, il libero professionista può lavorare una o otto ore al giorno, senza dover dare conto a nessuno, un solo giorno alla settimana o più volte alla settimana, a sua discrezione, potendo contare su un orario di lavoro più flessibile e stabilito, di volta in volta, da se stesso a seconda delle necessità del momento.

Di solito, quando una determinata richiesta è stata soddisfatta, il rapporto di lavoro tra cliente e libero professionista cessa, cosa che non può accadere con il dipendente perché questi, come affermato precedentemente, è assunto da un’azienda ed è ad essa che deve dare conto.

Infine, mentre da un lato una determinata azienda è conosciuta, conta sul lavoro di tanti dipendenti, che pur avendo competenze diverse sono assunti per svolgere, il più delle volte, una sola competenza, ed acquisisce clienti con facilità, il libero professionista deve faticare un po’ per farsi conoscere ed, almeno inizialmente, è preferibile che prenda quanti più clienti possibili, accertandosi comunque di riuscire a soddisfare il servizio che si prefigge di offrire a tutti i suoi clienti.

Da quanto appena detto, si capisce anche come il libero professionista ed il dipendente siano specializzati nello stesso settore ed allo stesso modo, ma al contrario del dipendente, che ha diverse competenze ed è assunto per svolgerne solitamente una, il libero professionista, a seconda anche della richiesta ricevuta da parte del cliente, può svolgere contemporaneamente più mansioni, sfruttando ogni competenza di cui dispone.

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