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Libia; Gheddafi resiste

I media occidentali si sono completamente disinteressati della Guerra civile libica da quando il CNT, grazie all’intervento della Nato, è riuscito ad espugnare Tripoli.
Cameron, Sarkozy, Frattini per l’Italia, delegazioni tedesche e turche sono arrivate a Tripoli nelle scorse settimane a ridiscutere, con il governo provvisorio, l’accesso alle risorse energetiche libiche.
La guerra però continua.
A Tripoli, durante il mese di settembre, si sono registrati alcuni importanti episodi di guerriglia. I lealisti del Colonello nell’Ovest del Paese (la Tripolitania) sono ancora tanti e molti sono pronti a riprendere le armi, anche nelle periferie della capitale segnata dai bombardamenti.
Il CNT libico sta conducendo da mesi l’assedio alla città di Sirte, città natale di Gheddafi.
La popolazione pare appoggiare i miliziani lealisti nonostante le fogne siano al collasso e l’acqua scarseggi.
I tentativi di controffensiva condotti dai ribelli appoggiati dalla Nato sono sempre falliti, così come i tentativi di mediazione tra le parti.
Oltre che a Sirte, tutto il sud-ovest del paese sembra nella mani delle tribù berbere del deserto rimaste fedeli al Rais.

Attaccano i convogli del CNT ed eludono i droni della Nato.
Dal punto di vista strettamente militare e strategico pare che il governo provvisorio stia attraversando un momento di grave confusione. I ribelli, secondo alcune fonti, perdono terreno e in tutta la Tripolitania, i clan (pressochè tutti vicino a Gheddafi) sono pronti a riprendere le armi.

Federico Depetris
federico.depetris@yahoo.it

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