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Libia, l'Onu decide: è No Fly Zone. Italia pronta a mettere a disposizione le basi. Cina, Russia e Germania astenute
Politica

Libia, l'Onu decide: è No Fly Zone. Italia pronta a mettere a disposizione le basi. Cina, Russia e Germania astenute

Il consiglio di sicurezza dell’Onu ha imposto alla Libia una no-fly zone e autorizzato il ricorso alla forza contro le truppe di Muammar Gheddafi per proteggere i civili, spianando la via ad attacchi aerei nel Paese. Alla notizia, è esplosa la gioia a Bengasi, roccaforte degli insorti, minacciata in precedenza da Gheddafi: ‘Stiamo arrivando e non avremo pieta”, aveva detto. La risoluzione 1973 è una minaccia all’unità della Libia, ha denunciato il viceministro degli esteri Kaaim, aggiungendo che Tripoli è pronta a un cessate il fuoco. “Speriamo che l’Italia si tenga fuori da questa iniziativa”, ha detto fra l’altro.

BASI E AEREI, SI PREPARA IL CONTRIBUTO DELL’ITALIA – L’Italia è pronta a mettere a disposizione basi e aerei per contribuire ad attuare la no fly zone autorizzata dall’Onu: lo si apprende da fonti qualificate, che sottolineano che sono già state pianificate diverse opzioni che saranno ora valutate con gli altri partner internazionali.

“Non ci sottrarremo ai nostri doveri”, ha detto il ministro della Difesa La Russa. Il premier Berlusconi ha tenuto una riunione informale al teatro dell’Opera a Roma, dove ha assistito al Nabucco, con La Russa e Gianni Letta. Al vertice si è unito anche il presidente Napolitano.

NO FLY ZONE, 10 SI’,CINA E RUSSIA E GERMANIA ASTENUTE – La risoluzione che autorizza la ‘No fly zone’ sulla Libia e ulteriori misure per proteggere la popolazione civile (la numero 1973) è stata approvata con il voto favorevole di 10 Paesi: Francia, Gran Bretagna, Usa, Bosnia, Gabon, Nigeria, Sudafrica, Portogallo, Colombia e Libano. Si sono astenute Russia, Cina, Germania, Brasile e India.

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