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Libia: obiettori di coscienza si ribellano a Gheddafi

Bengasi è in fiamme, e spaventa anche l’aviazione: ieri pomeriggio sono atterrati all’aeroporto nazionale a La Valletta due elicotteri civili provenienti dalla Libia e due caccia Mirage libici. Le autorità maltesi non avevano dato alcuna autorizzazione, e per alcuni momenti si è pensato che a bordo vi fosse anche Gheddafi stesso. Invece sono scesi sette civili, privi di passaporto, che hanno dichiarato di essere francesi, e due colonnelli dell’aeronautica, veri e propri obiettori di coscienza: in patria avevano ricevuto l’ordine di bombardare i manifestanti in piazza, ma non ce l’hanno fatta. I due hanno chiesto asilo politico e stanno fornendo informazioni segrete sulle attività militari in corso in Libia, informazioni che saranno rese disponibili a ogni paese dell’Unione Europea.

Anche alcune truppe regolari si sono ribellate agli ordini: l’uccisione indiscriminata di civili non fa per tutti; sono stati assoldati mercenari africani, ma alcuni soldati sono passati dalla parte dei rivoltosi.

Infine, possiamo considerare “obiettori di coscienza” i numerosi agenti diplomatici libici presso rappresentanze estere che hanno consegnato le dimissioni.

Si tratta ad esempio degli ambasciatori negli Stati Uniti, presso le Nazioni Unite, presso la Lega Araba, in Australia, Indonesia, Malaysia, India e Bangladesh. Essi sostengono i manifestanti, e chiedono un intervento della comunità internazionale in ciò che hanno definito “genocidio”.

Ecco alcune dichiarazioni:
Ali Aujali, ambasciatore negli Stati Uniti “Penso che [Gheddafi] dovrebbe dare le dimissioni, dopo tutto ciò che sta succedendo nel nostro paese. Non ci sono altre soluzioni possibili. Deve dare la dimissioni e dare un’opportunità al popolo di realizzare il proprio futuro … come posso dare il mio appoggio a un governo che uccide il nostro popolo? Quello che ho visto con i miei occhi è semplicemente inaccettabile”.

Ibrahim Dabbashi, Ambasciatore Deputato alle Nazioni Unite “Il tiranno Muammar Gheddafi ha affermato chiaramente, tramite i suoi figli, il livello di ignoranza che ha e che i figli hanno, e quanto disprezzi la Libia e il popolo libico … si tratta di una vera e propria dichiarazione di guerra contro il popolo libico … il regime di Gheddafi ha già iniziato il genocidio contro il nostro popolo”.
Dabbashi ha poi invitato “gli ufficiali e i soldati dell’esercito libico, ovunque essi siano e qualsiasi rango essi abbiano, a organizzarsi e incamminarsi verso Tripoli, e rovesciare il regime.
Infine, insieme ai suoi colleghi Dabbashi ha fatto appello alla Corte Internazionale di Giustizia per iniziare immediatamente un’indagine nei crimini di guerra e nei crimini contro l’umanità che hanno commesso Gheddafi, i suoi figli e i suoi seguaci.

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