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Libia, raid aereo Usa: uccisi 4 membri dell’Isis
Esteri

Libia, raid aereo Usa: uccisi 4 membri dell’Isis

Raid Usa contro l'Isis
Raid Usa contro l'Isis

Le forze statunitensi hanno messo a segno il blitz aereo in Libia: eliminato un comandante dello Stato Islamico.

Alle porte di Bani Walid, a sud di Tripoli, il raid aereo statunitense ha posto la parola fine all’esistenza di alcuni membri dell’Isis. Secondo quanto ha riportato il Libya Times nel bombardamento ha perso la vita Abdl al Aati Ashtaiwy, jihadista comandante della cellula dello stato islamico presente nel paese nordafricano. A provarlo l’immagine postata dalla stampa libica su Twitter: il cinguettio sul social media della testata ritrae il veicolo in cui viaggiavano i quattro terroristi eliminati dalle forze Usa.

La prima comunicazione ufficiale sull’operazione militare è giunta dal funzionario della sicurezza locale che ha riferito alla Xinhua (agenzia stampa cinese) queste dichiarazioni “Un raid aereo di un paese straniero non identificato ha ucciso quattro terroristi sospettati di appartenere allo Stato islamico (Isis), colpendo uno dei loro quartier generali nell’area di Bgila, nella valle di Kamkum, alle porte di Bani Walid”.

I bombardamenti Usa contro Isis

L’ultima operazione militare statunitense in terra libica diretta contro lo Stato Islamico risale a marzo 2018: vennero eliminati due esponenti della cellula islamica, tra questi un alto esponente di Al Qaeda nel Maghreb Islamico.

Nel nuovo attacco “di precisione” rivolto all’Isis è stato impiegato un drone. Secondo le informazioni che provengono dall’ufficio stampa dell’esercito americano nessun civile sarebbe stato leso o ucciso nel raid organizzato in Libia. Il comandante militare Usa in Africa ha reso noto che l’intera operazione è stata condotta in coordinamento con il governo libico di unità nazionale, poi ha aggiunto “Gli Stati Uniti, non rinunceranno alla loro missione di degradare e distruggere le organizzazioni terroristiche e portare stabilità nella regione”.

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Francesco Leone
Francesco Leone, classe '94, cresciuto a pane, pallone e politica. Leccese in terra meneghina, braccia strappate alla cronaca sportiva e donate al reporting nudo e crudo, anche se spesso e volentieri ritorna alle origini. Ha fatto l'autore, il cronista, il reporter e lo stagista per una televisione nazionale, ora scrive e lavora a inchieste e reportage. Veni, vidi, dixi.