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Libia: rapiti 4 italiani
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Libia: rapiti 4 italiani

Quattro italiani sono stati rapiti ieri sera in Libia e, sull’episodio, si mantiene il massimo riserbo.

La situazione è molto delicata, al punto che il Ministero degli Esteri, da Roma, ha diramato un comunicato ufficiale in cui ha preferito omettere le generalità delle persone coinvolte. Di loro, al momento, si sa che si tratta di tecnici della Bonatti, colosso internazionale del settore oil & gas con sede a Parma.

Il rapimento avrebbe avuto luogo, secondo l’agenzia di stampa locale Afrigate, nella serata di ieri presso la città di Zuaia, nella parte nord occidentale della Libia. I quattro tecnici stavano rientrando nella zona dei compound di Mellitah, campo base per gli impianti Eni dell’area libica e punto di partenza del gasdotto Greenstream, il più lungo d’Europa.

L’ufficio stampa e relazioni con il pubblico della Bonatti ha emesso un comunicato ufficiale scarno e in linea con l’impostazione prudente della Farnesina: “informiamo che ieri, 19 luglio 2015, si è verificato in Libia nei pressi di Mellitah il rapimento di 4 tecnici italiani dipendenti della nostra società.

Al momento siamo in diretto contatto e coordinamento con le Autorità e con l’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri Italiano. Seguiranno eventuali aggiornamenti”.

Il ministro Gentiloni ha commentato precisando che “l’unità di crisi si è immediatamente attivata per seguire il caso ed è in contatto costante con le famiglie dei connazionali e con la ditta Bonatti”, “come noto in seguito alla chiusura dell’ambasciata d’Italia in Libia il 15 febbraio, la Farnesina aveva segnalato la situazione di estrema difficoltà del Paese invitando tutti i connazionali a lasciare la Libia”.

Nessuna reale ipotesi, per il momento, circa l’identità dei rapitori, anche se l’interesse da parte delle milizie dello Stato Islamico nei confronti della zona di Mellitah e del condotto Greenstream è noto da tempo.

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