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Libia: Scontri in tutto il paese

Mentre a Tripoli si registrano scontri violentissimi tra le forze di terra fedeli al Rais e gli insorti, aerei militari, secondo varie fonti, hanno bombardato stamani Brega e Ajdabiyah ad est della capitale e Misurata ad ovest, città controllate dai ribelli. Il controllo del petrolio è al centro delle battaglie di queste ore. La nuova Libia sorgerà solo dopo la cacciata del colonnello. Ma Gheddafi non molla. Anzi. La violenta repressione delle settimane scorse, ora si intensifica. Il Rais sa che la comunità internazionale è pronta ad intervenire. Accelera i tempi. La progressiva riconquista del Paese per mano delle truppe che gli sono rimaste fedeli e grazie al contributo decisivo dei mercenari africani comprati all’apertura della crisi interna, è l’obiettivo del ex-leader libico.
La portavoce dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), Melissa Fleming, ha detto stamani di temere che ai civili sia impedito di fuggire dalla Libia in Tunisia.

Fleming ha riferito di una presenza di ”forze-governative pesantemente armate” sul lato libico della frontiera
Combattimenti fra insorti ed esercito sono in corso anche a Zawiya, ad una quarantina di chilometri ad ovest di Tripoli, controllata dagli insorti, e a Ras Lanuf, a est della capitale libica, linea del fronte fra i due schieramenti.
Secondo Al Arabiya, stamani c’e’ stato un nuovo raid aereo sul terminal petrolifero di Marsa Brega. Messaggi Twitter sul sito di Al Jazira parlano di attacchi aerei anche a Misurata, la testa di ponte dei ribelli a ovest. Di sicuro, un aereo di Gheddafi ha lanciato due razzi contro un deposito di armi controllato dai ribelli ad Ajdabiyah, mancando il bersaglio. L’ira del dittatore non si placa.

La situazione è fuori controllo. Ma la rabbia per decenni di soprusi ormai è incontenibile.


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