Jeffrey Jey, Blue e gli Eiffel 65 "Volevo fare il chirurgo"
Jeffrey Jey, Blue e gli Eiffel 65 “Volevo fare il chirurgo”
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Jeffrey Jey, Blue e gli Eiffel 65 “Volevo fare il chirurgo”

Jeffrey Jey
Jeffrey Jey

In un'intervista esclusiva Jeffrey Jey si racconta. Da Blue a Settembre, l'ultimo singolo, sono passati vent'anni, ma ha ancora voglia di fare musica.

È stato il frontman degli Eiffel 65, celebre in tutto il mondo per Blue e successi quali 80’s star, Cosa resterà e Viaggia insieme a me, Gianfranco Randone, in arte Jeffrey Jey dopo aver cantato in band per tutta la sua carriera artistica ha deciso di lavorare come solista e nel 2017 ha firmato il suo primo singolo Adesso Per Sempre. Oggi Jeffrey Jey è al suo quinto brano e nel 2019 uscirà con il suo primo album. In una lunga e intima intervista, Gianfranco Randone ha rivelato come è nata la sua passione per la dance music. In un excursus musicale che da Blue del 1999 arriva a Settembre del 2018, Jeffrey Jey ha raccontato il suo modo di vivere, produrre e creare musica e dance music.

Jeffrey Jey, alle origini del successo

Partiamo dall’idea che io da piccolino non volevo fare il musicista; tutta la famiglia dalla parte di mio padre sono musicisti. Tutta la vita ci ha provato a farmi diventare un musicista e io continuavo a dire”papà io voglio essere un chirurgo, sarò un cardiochirurgo da grande“, non volevo fare altro che quello“. Eppure, com’è noto, le cose sono andate molto diversamente.

Jeffrey Jey, insieme agli Eiffel 65, ha segnato la storia della dance music degli anni Novanta e Duemila.

La vera passione per la musica è arrivata “verso i tredici/quattordici anni, quando ho scoperto che si poteva fare musica col computer“. “Questa cosa qua innescò un meccanismo pazzesco“, “iniziai a lavorare anche come vocalist in una discoteca con un amico, e quindi mi avvicinavo sempre di più alla discoteca, alla musica dance“. Non c’è più spazio nella vita di Jeffrey Jey per il sogno di diventare un cardiochirurgo: la musica ha preso il posto della medicina.

Jeffrey Jey incomincia a lavorare per una casa discografica, la Bliss Corporation, dove incontra quelli che saranno i suoi compagni di avventura negli Eiffel65: Maurizio Lobina e Gabriele Ponte, meglio conosciuti come Maury e Gabry Ponte. La sinergia che si instaura tra i tre è irrefrenabile, così nel 1998 la Bliss Corporation promuove un progetto di collaborazione tra i tre, che farà la loro fortuna. Il progetto si chiama Eiffel65 e il primo singolo prodotto nel contesto di tale progetto è proprio Blue (Da Ba Dee), il più grande successo del gruppo.

Il filtro Blue di Jeffrey Jey

Blue è ancora amata in tutto il mondo, tanto da esser stata scelta nel 2013 come colonna sonora del colosso Marvel Iron Man 3 e come brano metaforico in Mommy, diretto da Xavier Dolan nel 2014. Eppure regna la confusione sull’effettivo significato del testo. La convinzione generale, tanto che anche su Wikipedia si ritrova questa versione, è che il “blue” di cui si parla nel brano si riferisca al modo di dire inglese to feel blue, ossia essere tristi. Jeffrey Jey riporta che, in realtà, non è così.

Il testo, che io ho scritto, è riferito in realtà a una mia considerazione un po’ diciamo filosofico-intimista. Mi sono reso conto che le persone sono estremamente soggettive, ogni persona vede il mondo con i propri colori, con i propri occhi, con la propria pelle… come un po’ se avesse una lente colorata con cui filtra tutto. Quella lente determina tutto il mondo di quella persona ed è estremamente unica: ogni persona ne ha una. Questo determina il modo in cui ti vesti, le persona con cui stai bene“. Quindi Blue è una metafora di questo concetto di essere estremamente unici al mondo e con quell’unicità si costruisce tutto quello che ci circonda“.

Al di là del testo “la nostra fortuna è stata avere il ritornello che non avesse delle parole, ma fosse un “da ba dee da ba da” e che quindi lo rendesse internazionale“. Quindi, per una questione di fortuna o di lungimiranza degli autori, le caratteristiche della musica e del testo “hanno portato Blue a essere più facile da assorbire, più facile da cantare“.

Gli Eiffel 65, da Europop a Viaggia insieme a me

Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista” cantava Caparezza. In effetti nel con 2001 Contact gli Eiffel65 non riescono a eguagliare il successo di Europop del 1999. “Eguagliare un successo o meno non è mai qualcosa che è calcolato a tavolino” spiega Jeffrey Jey. “È chiaro che ti viene data una grande pressione perché hai un super successo e tutti chiedono che ci sia qualcosa che sia la coda o addirittura qualcosa di più grande di quello che avevi appena fatto“. Il terzo album segna però una significativa ripresa. Viaggia insieme a me arriva dopo Sanremo, nel 2003, quando ancora gli Eiffel65 l’onda del successo di Blue. “Una serie di risultati sono arrivati quando non stavamo pensando a che cosa andavamo ad accontentare“, nonostante “il suono fosse ancora molto vicino a quello che erano il mondo di Contact e tutti il resto“, spiega Jeffrey Jey riferendosi a Viaggia insieme a me. La differenza è che se la musica “arriva con un’energia che non calcola necessariamente quello che è il mercato, arriva da quella tua voglia di scrivere qualcosa e lo fai perché quella cosa ti fa stare bene“.

Sanremo, Viaggia insieme a me e l’italiano

Viaggia insieme a me arriva nel 2003 e, precisa Jeffrey Jey, “l’italiano è quasi uno scherzo“. “Molti fan ci dicevano “sarebbe bello sentire qualcosa di vostro in italiano“. Così arriva il primo esperimento, con 80’s star che ha il ritornello di Battiato con un nostro cantato in inglese. L’effetto fu pazzesco e aprì effettivamente un po’ le danze a quella che è stata la nostra carriera in italiano“. L’idea di andare a Sanremo è nata sempre per caso, nel 2002, “lì è arrivato “Cosa resterà” che fu il primo vero singolo in italiano degli Eiffel, che ovviamente spaccò con nostra totale sorpresa“. “Questa cosa qua ci portò a Sanremo e da lì l’esigenza di scrivere un album in italiano“. Dal 2003 la musica degli Eiffel65è proprio cambiata. Ci siamo avvicinati di più a quello che è il mondo pop e ci siamo allontanati da quello che normalmente ci si aspettava dagli Eiffel“.

Il suono del primo giro di Eiffel era un suono molto discoteca, era molto eurodance quindi un suono estremamente europeo per quel periodo lì. Quindi non era qualcosa che facilmente passava in radio o perlomeno i prodotti prima di noi erano circoscritti al mondo della discoteca“. “Con l’evoluzione in italiano gli Eiffel vengono visti oltre che come un fenomeno dance anche come un fenomeno pop-elettronico, quindi abbracciati più facilmente dalle radio“.

Dagli Eiffel al Jeffrey Jey solista

Con il 2016 arriva un momento di svolta per la carriera di Jeffrey Jey: “sento l’esigenza di fare delle cose nuove, quindi di tirare fuori dei nuovi pezzi, di raccontare delle cose della mia vita che ho voglia di mettere in parola e in musica“. Così “nascono i primi pezzi, ovviamente targati Jeffrey Jey solista e nasce così Adesso Per Sempre, che è il primo singolo che nel 2017 dà il via a tutto il progetto, con il video“. Abituato a essere il paroliere in un gruppo, ora invece Jeffrey Jey non solo scrive i testi, ma anche la musica e la sceneggiatura dei suoi video. “È una parte artistica che io sento di sviluppare“, il video “ha una sua essenza artistica che non è necessariamente legata al pezzo. Il pezzo ti porta ad avere un mood che in qualche maniera trasmetti nel video, ma nello stesso tempo hai la possibilità di raccontare due grosse storie, che sono quella del pezzo e quella del video”.

Settembre

Settembre è l’ultimo singolo di Jeffrey Jey. Per questo brano l’artista ha dedicato un’attenzione particolare al video: “Il video abbraccia la filosofia manga per quello che riguarda i disegni, portandosi dietro quella che può sembrare banalmente una storia estiva“. In realtà, specifica”si sa bene che cosa si prova quando hai vissuto una cosa bellissima“, poi “torni alla tua vita” e ha una malinconica “nostalgia di quella roba lì“. “In questo video ho voluto raccontare la storia di una persona che si è rubata cinque-dieci minuti di quella nostalgia per chiuderla“, in una “sensazione cupa che accompagna molto bene il passaggio dall’estate all’autunno“. Per questo il titolo dell’ultimo singolo di Jeffrey Jey è Settembre, il mese in cui “il sole ti scalda meno“.

Per me l’anno inizia a settembre e c’era questo dualismo tra la nostalgia forte di qualcosa che volevi non finisse, ma nello stesso tempo la possibilità di ricostruire o migliorare qualcosa che non è ancora perfetto per te“.

Vent’anni di Jeffrey Jey

Da Blue del 1998-1999 a Settembre del 2018 sono passati venti anni, “evolviamo sempre” spiega Jeffrey Jey. “Sono state diverse le influenze musicali che abbiamo scoperto“. “Il mio approccio alla produzione è cambiato tantissimo”. “Si dice che un’artista è realmente morto quando non prova più niente, quando non vive più niente. Questa cosa qua non c’è mai stata. Quindi da quello che era Jeffrey nel ’99 a quello che è nel 2018 ci sono sicuramente delle conoscenze in più per quello che riguarda la mia propria persona, forse so meglio quello che vorrei raccontare. Non farei una serie di cose che ho fatto nel passato, perché nel passato andavano bene lì. Oggi io vorrei abbracciare una realtà che è un misto tra l’elettronico e il pop, pur mantenendo la voglia di far cantare e ballare“. Infatti, Jeffrey Jey è ancora impegnato in almeno sessanta concerti all’anno nelle discoteche: è rimasto in contatto con le evoluzioni della dance music verso l’elettronico, la house e la techno.

Settembre è già il quinto singolo da solista” e ha già riscosso un notevole successo. Il primo album da solista di Jeffrey Jey “è previsto per il 2019, ci saranno delle collaborazioni, è per il 90% un album in italiano, forse c’è qualche sorpresa in inglese con una collaborazione abbastanza importante“. “Abbiamo già nove/dieci pezzi oltre a questi cinque singoli che sono già usciti. Ci saranno delle belle sorprese“.

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Marta Lodola
Marta Lodola 718 Articoli
Classe 1994, nata e cresciuta a Milano. Laureata in Lettere, amante della storia. Giornalista d'aspirazione, educatrice e calciatrice per passione.