Claudio Amendola: subii molestie ma "ce so' stato"
Claudio Amendola: subii molestie ma “ce so’ stato”
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Claudio Amendola: subii molestie ma “ce so’ stato”

Claudio Amendola

Claudio Amendola dichiara di appoggiare il movimento #MeToo anche perché, dice "ne ho viste tante". E confessa: "Sono stato molestato anch'io",

Claudio Amendola, protagonista in tv con la fiction “Nero a metà”, appoggia il movimento #MeToo perché “qualunque denuncia è sacrosanta“. Anche da parte degli uomini. L’attore romano confessa infatti che all’inizio della carriera una donna più grande approfittò di lui. Il 55enne però puntualizza: “Che dovevo fare. Ce so’ stato”.

Anche Claudio Amendola dice “Me Too”

“Sono dalla parte delle donne, qualunque denuncia è sacrosanta. Ma bisogna educare i maschi a rispettare l’altro sesso. E lo dice uno che ne ha viste tante: uomini molestatori e donne all’assalto degli uomini” sottolinea Claudio Amendola, riferendosi al movimento #MeToo. In una intervista a Il Messaggero, il 55enne rivela infatti: “Sono stato molestato anch’io. Ho iniziato a lavorare da giovane, ero un bel ragazzetto. Una donna più grande approfittò del suo potere per saltarmi addosso”. Alla domanda “E lei come ha reagito?”, l’attore romano quindi confessa, e sdrammatizza: “Che dovevo fare. Ce so’ stato“.

In questo momento, Claudio Amendola è in tv con la fiction “Nero a metà” che racconta di uno sbirro che “incarna i disagi di chi fatica ad accettare le trasformazioni della società”. L’ispettore Carlo Guerrieri, che lavora a Monti e abita nel quartiere multietnico della Capitale, l’Esquilino, deve imparare infatti a superare i pregiudizi e gli stereotipi che ha nei confronti del collega di colore (Miguel Gobbo Diaz), di cui si innamora la figlia.

Claudio Amendola però assicura che Roma non può permettersi di essere “razzista”. “Perché è da sempre il crocevia di tante culture.

E’ stanca, semmai, di assistere al proprio declino lento e inesorabile”. In merito a quello che sembrava essere un endorsement a Matteo Salvini, l’attore quindi chiarisce: “È scoppiato il finimondo solo perché ho detto che il vicepremier è un bravo politico: ma era una constatazione, sorretta dai numeri elettorali”.

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