La mamma di Francesco Chiofalo si scaglia contro l'ex del figlio "Vergogna"
La mamma di Chiofalo contro l’ex Selvaggia Roma “Vergogna”
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La mamma di Chiofalo contro l’ex Selvaggia Roma “Vergogna”

Francesco Chiofalo
Francesco Chiofalo

La mamma di Francesco Chiofalo si lancia in difesa del figlio. L'ex fidanzata Selvaggia Roma ha infatti messo in dubbio la gravità della sua malattia.

In risposta alle accuse dell’ex fidanzata di Francesco Chiofalo, Selvaggia Roma, si scaglia la madre del giovane. Come riporta Bitchyf.it la ragazza, prima di eliminare frettolosamente il suo commento, avrebbe scritto sui social:”Un angioma benigno non è morte“, sostenendo che l’ex stesse sfruttando la malattia per accentrare su di sé una crescente attenzione mediatica. La mamma di Francesco Chiofalo si è lanciata in una strenua difesa del figlio, uscito da poco dalla sala operatoria. Tramite diverse stories sul profilo Instagram del figlio ha espresso tutto il dolore causato dall’improvvisa malattia e tutta la rabbia verso chi ha cercato di attaccarlo. “Chiunque stia cercando polemiche e visibilità sparando pensieri negativi diagnosi errate sulla base del niente solo per avere un po’ di visibilità su un argomento così importante e delicato, si deve solo che vergognare” ha scritto indignata.

Il contrattacco della mamma di Francesco Chiofalo

La lunga dichiarazione affidata a Instagram non è solo una difesa del figlio, è un vero e proprio contrattacco.

La credibilità di Selvaggia Roma è infatti messa alla prova dalle parole della donna.

Sono la mamma di Francesco, volevo spendere due parole per le cose lette in questi giorni sul web. Un tumore al cervello se benigno o maligno non lo puoi stabilire a priori. Deve essere estratto chirurgicamente e di conseguenza analizzato con un esame istologico per capire la tipologia del tumore. Le tempistiche tecniche di quest’esame sono due settimane dall’estrazione chirurgica… Prima non lo si può sapere! Noi siamo in attesa sperando che il tumore sia benigno.

Ma anche qualora il tumore fosse benigno è stato estratto d’urgenza, perché aveva un diametro di sei centimetri (una palla da biliardo) ed era situato nella falce della meninge cerebrale che rischiava di comprimere alcuni centri nervosi vitali, apportando a Francesco dei grandi danni permanenti irreversibili. Mio figlio all’età di 29 anni si è dovuto sottoporre ad un intervento di microchirurgia lungo e complesso, con alte probabilità di invalidità permanenti. Per ora sembra che sia andato tutto bene ma siamo ancora in attesa dei risultati dell’esame istologico per sapere se il tumore fosse benigno o maligno! La nostra famiglia sta affrontando una tragedia mai vissuta prima e stiamo ancora sotto shock per l’accaduto.

Chiunque stia cercando polemiche e visibilità sparando pensieri negativi diagnosi errate sulla base del niente solo per avere un po’ di visibilità su un argomento così importante e delicato, si deve solo che vergognare.

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Marta Lodola
Marta Lodola 548 Articoli
Classe 1994, nata e cresciuta a Milano. Laureata in Lettere, amante della storia. Giornalista d'aspirazione, educatrice e calciatrice per passione.