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Sanremo 2019, le 24 canzoni in gara al Festival

Presentate in conferenza stampa le 24 canzoni che si contenderanno la vittoria nel corso della 69esima edizione del Festival di Sanremo 2019.

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Da qualche ora le pagine di cronaca dello spettacolo italiano sono state popolate da un’infinità di anticipazioni. E l’argomento è uno solo: quali saranno le 24 canzoni in gara a Sanremo 2019. Il Festival della “rivoluzione baglioniana”, come lo ha soprannominato il Messaggero, un’edizione che libera il campo ai giovani ma lascia i “tradizionalisti dietro l’angolo”, senza trascurare gli esperimenti musicali: “Queste le nostre scelte, ma non siamo infallibili”, ha commentato il cantante.

Tra distorsioni e temi forti

A farla da padrone tra le 24 canzoni di Sanremo 2019 potrebbero essere le distorsioni: da un Nino d’Angelo in autotune – che è già tema per polemiche smorzate dalla conduzione con la garanzia del bando del sofware che consente la distorsione vocale sul palco – e Patty Pravo che duetta con Briga.

Eppure, garantisce Baglioni, tra i testi della canzoni in gara molti i grandi interrogativi sul presente e futuro del paese. E quindi largo ai migranti con Motta, in gara l’emblematica Dov’è l’Italia. Daniele Silvestri (Argento vivo) racconta il disagio giovanile con la storia di un’adolescente cresciuto in “prigione” tra scuola, famiglia e una prospettiva di vita percepita irreale: “Avevo l’argento vivo, mi avete messo da solo davanti a uno schermo”. Uno spaccato di realtà. Mentre Simone Cristicchi, garantiscono i critici, incanterà con Abbi cura di me. Ma nella rosa dei partecipanti spazio anche a pezzi divertenti come Soldi di Mahmood, giovane cantante italo egiziano alla sua seconda partecipazione al Festival – un “tormentone ritmico dal sapore etnico” la definisce il Messaggero -, e ancora il reggae 4.0 dei Boomdabash e degli Zen Circus con la loro “dittatura d’amore”.

L’amore

Abbandonato l’amore nostalgico e dolorante Arisa sperimenta le sonorità dance con Mi sento bene, mentre il sentimento resta uno dei temi portanti di Sanremo 2019: “l’amore prudente di Nek (Mi farò trovare pronto) che si fa maestro di vita di coppia, quello nostalgico di Ultimo – che abbandona il rap che lo ha visto trionfare tra le nuove proposte del 2018 e dato come favorito con un inciso tutt’altro che innovativo – quello di cui non si può fare a meno di Renga, quello che ti fa dire ‘se te ne vai non ti verrò a cercare’ di Einar“.

Più spinto quello degli Ex Otago – “Non è semplice scoprire nuove tenebre tra le tue cosce dietro le orecchie”, recita la loro Solo una canzone -, disincantato quello di Loredana Berté. Atmosfere erotiche con Ghemon (Rose Viola), familiari quelle di Nigiotti (Nonno Hollywood) con il ritratto del ruspante nonno livornese.

I favoriti

Favoriti Il Volo che avvicina le sonorità pop con la ballata Musica che resta. Ma potrebbero stupire anche alcune delle molte band in gara. Tra grandi ritorni e piacevoli novità spiccano i Negrita (I ragazzi stanno bene): chitarre anni ’60, melodia e politica: “Dei fantasmi sulle barche da barche senza un posto, come un comandante a cui conviene il gioco sporco”. Ancora Irama (La ragazza col cuore di latta), che affronta il tema della violenza domestica, l’esibizionista Achille Lauro (Rolls Royce) che fa il verso a Vasco: “Voglio una vita così, voglio una fine così” e Federica Carta con Shade (Senza farlo apposta).

Insomma una scelta molto variegata per un’edizione che promette di riflettere la realtà del panorama italiano. “Quel che si ascolta in giro”, conferma un Baglioni che confessa essere stato responsabile di molte scelte musicali: “Ho raggiunto la pace dei sensi – il commento del cantante sulle polemiche per l’esclusione di Pierdavide Carone -, speravo di aver raggiunto quella dei consensi”. A deciderlo saranno i telespettatori a partire dal 5 febbraio.


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