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Questo Sanremo non sarà un festival per vecchi

Gli ingredienti del nuovo Sanremo, quando la canzone italiana si svecchia e cerca l'appeal dei nuovi ascoltatori. Una scommessa che non si può perdere

Festival di Sanremo

Questo Sanremo non sarà uno spettacolo per vecchi: neanche fossimo in un romanzo di Cormac McCarthy, in questo caso (fortunatamente) nessun lancio di moneta per decretare la morte di un protagonista (nessuno verrà eliminato). Doverosa però la riflessione sull’esistenza musicale italiana e su quel rapporto con la grande e “superiore” discografia: in balìa della deriva indie-trap del pubblico italiano.

Come riusciremo a spiegare agli affezionatissimi di Claudio Baglioni che un brano come Rolls Royce verrà eseguito sul palco del festival della canzone italiana? Se Livio Cori è riuscito a far cantare Nino D’Angelo in autotune allora tutto sarà possibile, come è stato già possibile interiorizzare nella consapevolezza degli ascoltatori i generi di nicchia nella nuova corrente pop.

Le novità dei 24 in gara

Nel listone dei 24 brani in gara, saltano subito all’occhio le presenze di Achille Lauro e Shade: sarà stato impensabile per i loro fan vederli partecipare alla kermesse ligure.

In sequenza anche Ghemon, Motta, The Zen Circus, gli Ex-Otago e i Boomdabash rappresentano la “freschezza” di questo Sanremo, da quando il rap si è mescolato con l’indie fino al reggae salentino che si fonde con l’hip hop. Persino il “vecchio” (si fa per dire) si è mixato col nuovo: nella direzione artistica di Claudio Baglioni infatti gli artisti anagraficamente più anziani (Bertè a parte) sono stati abbinati alle proposte più giovanili della musica italiana è il caso di Patty Pravo e Briga e di Nino D’Angelo e Livio Cori (Liberato?).

Il matrimonio con il nuovo pubblico

“Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato, qualcosa di regalato e qualcosa di blu” l’augurio perfetto per il matrimonio tra il Festival di Sanremo e il nuovo pubblico italiano. Perché gli elementi di questa celebrazione siano impeccabili, il buon Claudio nazionale ha pensato veramente a tutto (e guai a chi grida al conflitto di interessi). La verve di quella non più giovane ma eterna ragazza del Piper, le novità dei sound della new wave, gli artisti dei talent sapientemente prestati dal mondo dell’entertainment, il dono del palco alle nuove proposte e quella chioma colorata e rock’n roll di Loredana Bertè.

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