Mahmood, per Bechis nella vittoria determinanti "Le elite benpensanti"
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Mahmood, per Bechis nella vittoria determinanti “Le elite benpensanti”
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Mahmood, per Bechis nella vittoria determinanti “Le elite benpensanti”

Secondo Il direttore de Il Tempo vi sarebbe un parallelo tra la vittoria di Mahmood e le polemiche sulle nomine alla Banca d'Italia.

Dalle pagine del quotidiano Il Tempo, il direttore Franco Bechis collega le polemiche sorte a Sanremo – dopo il ribaltone del televoto che ha portato alla vittoria Mahmood – alle polemiche che in questi giorni imperversano sulle nuove nomine governative in Banca D’Italia. Secondo quanto argomentato dal giornalista di Torino, ad accomunare i due avvenimenti sarebbe “L’uso strumentale delle regole, che sono bandiere sventolate con grandissima ipocrisia”. Insomma, secondo Bechis “Il ritornello che si è costretti a sentire recita sempre che le regole diventano superflue, e che a piegarle a proprio favore sarebbero, ancora una volta, quelle che definisce “Le élite benpensanti depositarie del senso del bene e del male”.

Il Festival usato contro Matteo Salvini

A Sanremo, sostiene l’ex direttore di Milano Finanza, è stato permesso al pubblico di votare, pagando. Salvo però poi aggiungere due giurie, che “Dal primo giorno hanno pensato che la vittoria di quel cantante nato in Italia da immigrati potesse essere uno schiaffo straordinario a Matteo Salvini e ai suoi slogan”.

Una opportunità secondo lui presa al volo dai vari Beppe Severgini, Ferzan Ozpetek e Serena Dandini. Che non hanno certo fatto segreto del loro pensiero sulla vittoria di Mahmood.

Le polemiche sul voto

Sempre secondo Bechis sarebbero state inevitabili anche le polemiche sul meccanismo di voto, data l’enorme discrepanza tra il voto espresso dal pubblico e quello dato dalla giuria di esperti e quella dei giornalisti. Una differenza di oltre il 30% che avrebbe reso inutile il voto espresso dagli italiani. Un voto non solo inutile, ma anche dannoso. Non solo per le tasche degli italiani, ma anche e sopratutto per l’immagine della Rai. Secondo l’opinione del giornalista, seriamente compromessa dal risultato di questa edizione del Festival .

L’opinione di Bechis

Insomma, secondo il direttore de Il tempo, la questione è sempre la stessa: vi sono delle regole che vanno rispettate. Ma secondo alcuni – quelli che lui definisce “le Elite benpensanti“, sarebbero disposte a rispettarle solo finché non danno fastidio.

E una volta deciso di infrangerle, si immolerebbero come dissidenti civili. Mentre tutti gli altri, contravvenendo alle regole, si trasformano in semplici criminali.

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